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Feary Tales: una proposta interessante ma c'è ancora da rivedere qualcosa Feary Tales: una proposta interessante ma c'è ancora da rivedere qualcosa Hot

Feary Tales: una proposta interessante ma c'è ancora da rivedere qualcosa

recensioni

titolo
Feary Tales
etichetta
Buil2Kill Records
Anno

PROVENIENZA: Italia

GENERE: Heavy/Melodic/Power Thrash

TRACKLIST:
1. Ascension #2 (4'40")
2. Culto della Morte (7'00")
3. Black 2.0 (7'14")
4. On the Duck’s Neck (6'51")

LINE-UP:
Costantino Perin – FearyDrums&Percussions
Christian Parile – FearyBassGuitar
Paolo Tabacchetti – FearyGuitars
Marco Chiariglione – FearyMasked JollyVoices: Clean and Growl

opinioni autore

 
Feary Tales: una proposta interessante ma c'è ancora da rivedere qualcosa 2020-02-09 20:53:27 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    09 Febbraio, 2020
Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Giungono al primo Ep i nostrani Feary Tales, band con alle spalle un solo altro full-length ed una demo. Nascono a Torino nel 2006 e propongono un genere molto particolare: un mix di heavy metal e power thrash melodico alla Flotsam & Jetsam. Il tutto condito da una costante alternanza di clean vocals e growl. Il risultato è sicuramente molto diverso dai canoni classici del metal, ma come da un parte abbiamo un'innovazione non indifferente e ben gradita, dall'altra emergono subito dei difetti che, sarò sincero, mi è stato difficile da digerire.
In primis vorrei complimentarmi per queste quattro tracce presenti nell'omonimo Ep in questione: sanno spaziare tantissimo tra varie influenze, andando dagli Iron Maiden verso lidi power e thash per poi tornare su uno stile simil ballad. Insomma, un bel calderone di roba ma ben congeniato per dare quel senso di concretezza ad un lavoro ricchissimo di passaggi, fraseggi arzigogolati ed assoli ben studiati. Tuttavia ho trovato il tutto un po' troppo pomposo ed autoreferenziale, a partire dalla voce di Marco Chiariglione. Se la parte in growl è sorprendentemente validissima, quella in pulito è, scusate il termine, odiosa e fastidiosa: impostatissima e forzata nel tentativo di emulare un cantato in stile power/heavy alla Bruce Dickinson, Michael Kiske e Eric A. "A.K." Knutson tanto per darvi l'idea dello stile. Giuro che ho dovuto fare uno sforzo per farmela andare giù e non nego che, se la parte della voce fosse stata molto meno impostata avrei dato di più. Non puoi cercare di fare acuti, fraseggi e ghirigori se non sono il tuo forte. Piuttosto concentrati sul growl che è molto ben eseguito e su una parte in clean che sia più adatta al tuo stile.
Tolta questo, per così dire, fattore secondario, l'Ep dimostra di avere un'ottima base, seppur ci sia bisogno di definire meglio la proposta. Sufficienza raggiunta, ma c'è ancora strada da fare. In bocca al lupo!

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