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Ogni tanto nel mondo del rock appare qualcosa di diverso: esordio per Zoran! Ogni tanto nel mondo del rock appare qualcosa di diverso: esordio per Zoran! Hot

Ogni tanto nel mondo del rock appare qualcosa di diverso: esordio per Zoran!

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Opera Universe
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Anno

1. King Of The Universe
2. God Is On My Side
3. Dig Deep
4. Sweet Twin Flame
5. Imperatore
6. Substitute Sunlight
7. Rainbow Sky
8. Riding The Crest
9. Opera Universe

opinioni autore

 
Ogni tanto nel mondo del rock appare qualcosa di diverso: esordio per Zoran! 2020-02-04 10:56:46 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    04 Febbraio, 2020
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Decisamente coraggioso il debutto di Zoran che probabilmente a molti non dirà nulla. Sotto questo monicker si nasconde tale Zoran Cunjak che avviò il progetto nel 2016. L’album in questione si chiama Opera Universe e si pone diversi obiettivi. In primis l’utilizzo di vocals prettamente liriche da opera teatrale e poi per il voler combinare rock, metal, elettronica ed elementi sinfonici. Un mix parecchio azzardato che può trovarsi davanti a molti rischi soprattutto perché nella musica si tende sempre più spesso a storcere il naso.

Molto difficile quindi descrivere questo disco. Su di una base sinfonico/orchestrale (sviluppata grazie ad un massiccio uso di tastiere) il buon Zoran ci imbastisce sopra delle architetture sonore colme di vocals piene, imponenti (in diverse occasioni aiutate da cori armonici come in “King of the Universe” o nella dura “Rainbow Sky”) chitarre decisamente fredde e quadrate adagiate su di un mood metallico moderno che fungono però più da accompagnamento e soprattutto molta elettronica. Quest’ultima caratteristica del sound è molto presente come in “God is on my Side” (con un cantato davvero evocativo e passionale) o la finale e titletrack “Opera Universe” a volte creando un tappeto sonoro oppure fungendo più da ritmica; peccato però che in alcune occasioni i suoni siano al limite del plastificato. La parte del leone la fa comunque la melodia e bisogna dire che finalmente si sente un album sinfonico con delle melodie ben fatte, coinvolgenti e solari specie nelle simil ballads intermezzi come “Sweet Twin Flame” con i suoi giri di piano malinconici o l’eterea e celestiale “Substitute Sunlight” ma anche quando la rocciosità si fa più evidente comunque i risultati sono più che buoni; si ascolti la riuscita “Imperatore” che grazie alle sue chitarre acustiche dona pienezza e forza alla traccia. Uniche perplessità sono le parti metalliche, spesso basilari e non tanto sviluppate ed un andamento mai fluido che si rivela a volte spigoloso lasciando perplesso l’ascoltatore.

In definitiva l’album è comunque appassionante e non da sottovalutare specie se si ama un certo modo di vedere la musica sinfonica. Decisamente diverso, più originale e quindi consigliato!

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