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Gunjack: true metal never dies! Gunjack: true metal never dies! Hot

Gunjack: true metal never dies!

recensioni

gruppo
titolo
The Cult Of Triblade
etichetta
Autoproduzione
Anno

LINE UP:
Mr. Messerschmitt (Alessandro Dominizi) - voce/basso
Gamma Mörser (Fabio Cavestro) – chitarre
M47 (Andrea Ornigotti) - batteria.

TRACKLIST:
1. The Cult Of Triblade
2. Behind The Truth
3. I’m Not Innocent
4. District 9
5. Fukushima
6. New Cold Soldier
7. Immortals
8. Mind’s Annihilator
9. Kneel Down
10. Normandy
11. Lake Of Uniforms
12. Triblade
13. Last Conflict

opinioni autore

 
Gunjack: true metal never dies! 2020-02-02 11:19:24 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
3.5
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    02 Febbraio, 2020
Ultimo aggiornamento: 02 Febbraio, 2020
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Il progetto Gunkack nasce nel 2017 all’ombra della Madunina; la band è composta da Mr. Messerschmitt (Alessandro Dominizi) alla voce/basso, Gamma Mörser (Fabio Cavestro) alle chitarre e M47 (Andrea Ornigotti) alla batteria. Influenzati da Old School Metal e big band come Motörhead, Iron Maiden, Judas Priest e molti altri, usano il loro background musicale per fondere riffs old style con un suono moderno. Questo album – il secondo dopo il debutto “Totally Insane” del 2018 - contiene 13 canzoni di puro Old School Heavy Metal, lasciando trasparire che il trio meneghino è cresciuto a pane e Motorhead: in certi tratti sembra davvero che al microfono ci sia la buonanima di quel diavolaccio di Lemmy! A beneficio dei due o tre più giovani, rammento che stiamo parlando della prima band (nata verso la metà degli anni ’70) che ha fuso rock’n’roll, punk degli albori e metal: una miscela esplosiva resa incontenibile dalla inimitabile voce e dall’inarrivabile stile di un certo Ian “Lemmy” Kilmister. Se poi consideriamo che il drummer Phil(ty) “Animal” Taylor è stato il primo ad utilizzare la doppia cassa seriamente (Overkill) nel 1979 o giù di lì, il devastante quadretto è completo.
I Gunjack mi fanno tornare nostalgicamente ai tempi in cui scrivevo recensioni sulle fanzines (rigorosamente ciclostilate e fotocopiate) ascoltando i demo tapes delle metal bands di tutta Italia che poi davo in pasto ai miei inferociti metalbangers nel corso dei miei programmi radio in FM per la genuinità ed onestà della loro proposta. I testi delle songs parlano di guerra, problemi sociali, emarginazione, religione e un po' di fantascienza, mentre il sound dell'album spazia dal Thrash metal al Rock'n Roll, fino a sonorità di Heavy Metal classico. L'attitudine dei Gunjack durante gli shows live è caratterizzata da musica ad alto volume (il motto di Lemmy è company era: ”Louder than everything else”), alcol (remember “Beer Drinkers & Hellraisers”), rock'n'roll e puro divertimento, compreso un po’ di sexy girls. La medesima attitudine dei Motorhead, passati alla storia anche perché il sound dei loro shows era il più potente in assoluto: una vera e propria muraglia di amplificatori Marshall che ti facevano tornare a casa dopo il concerto con le orecchie sanguinanti.
Una vera esperienza “Drunk'n'Roll” da provare!

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