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Gli Alkira non entusiasmano Gli Alkira non entusiasmano Hot

Gli Alkira non entusiasmano

recensioni

gruppo
titolo
"The pulse"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. The pulse
2. Inflicting damage
3. Sludge machine
4. Pendulum
5. Powertrip

LINE-UP:
Gregory Challis - Guitar & Vocals
Joel Parkinson – Guitars
Tyson Mahoney – Bass
Ryan Quarrington - Drums

opinioni autore

 
Gli Alkira non entusiasmano 2020-01-26 10:12:28 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    26 Gennaio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Alkira arrivano dal sud dell’Australia e sono attivi da un decennio; hanno alle spalle numerosi singoli ed EP, oltre a due full-lenghts. A fine novembre 2019 è uscito questo “The pulse” (dotato di copertina alquanto brutta), arrivato però nella nostra disponibilità solo a metà gennaio. Questo quartetto australiano è dedito ad un thrash molto carico di groove e strapieno di effetti, soprattutto sulla voce. Il vocalist Gregory Challis non mi ha entusiasmato più di tanto, con il suo vocione roco e sporco che cerca (senza successo direi) di imitare gente come Chuck Billy e Tom Araya; i tanti effetti sulla sua voce mi fanno venire il sospetto che in realtà non sia questo granché, ma è solo una mia impressione non corroborata da elementi di prova. Come d’uopo per questo genere, le chitarre macinano riff pesanti come macigni, il basso pulsa a dovere e sono pochi i momenti in cui la batteria si lascia andare in furiose galoppate. Fra questi ultimi, devo citare la parte centrale di “Sludge machine” che sfiora il death metal ma, come una fragile illusione, si spegne al momento degli assoli di chitarra, rallentando eccessivamente il ritmo. Ecco il problema principale di questo “The pulse” è tutto qui: sostanzialmente in tutto il lavoro ci sono momenti che fanno esaltare, ma subito dopo l’esaltazione si spegne per via di eccessivi rallentamenti e dell’esagerato groove che viene immesso. In un settore musicale iper-inflazionato come il thrash è praticamente impossibile essere originali (ma non mi sembra si questo l’obiettivo degli Alkira), ma almeno bisogna saper essere coinvolgenti; invece il sound di questi australiani non rimane impresso in senso positivo, si lascia ascoltare, ma non suscita alcuna emozione, rischiando addirittura in alcuni momenti di annoiare. Forse con un singer degno di tal nome, un po’ più di ritmo e meno groove nelle chitarre, il sound potrebbe essere più interessante (come nella prima parte di “Powertrip”, probabilmente il pezzo migliore del disco) e proprio su questo gli Alkira hanno da lavorare, perchè questo “The pulse” non è in grado di raggiungere la sufficienza.

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