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I capitolini Enemynside tornano con un thrash onestissimo e funzionante I capitolini Enemynside tornano con un thrash onestissimo e funzionante Hot

I capitolini Enemynside tornano con un thrash onestissimo e funzionante

recensioni

titolo
Chaos Machine
etichetta
Rockshots Records
Anno

PROVENIENZA: Italia

GENERE: Thrash

TRACKLIST:
1.Faceless
2.Black Mud
3.Suffered Defeat
4.Frozen Prison Cell
5.Deadline
6.System Failure
7.The Terror
8.Shitstorm
9.No God in Kolyma
10.Devoured

LINE-UP:
Matt "Thrasher" Bellezza - Guitars
Francesco "Frallinsane" Cremisini - Vocals, Guitars
Andrea "Pito" Pistone - Bass
Fabio Migliori - Drums

opinioni autore

 
I capitolini Enemynside tornano con un thrash onestissimo e funzionante 2020-01-20 19:09:29 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    20 Gennaio, 2020
Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ragazzi, diamo nuovamente il benvenuto ai nostrani Enemynside che tornano, finalmente, dopo sette anni dall'ultimo "Whatever Comes". Con alla voce l'inossidabile Francesco, il buon vecchio Matt alla chitarra e le new entry Fabio e Andrea - rispettivamente basso e batteria -, salutiamo il nuovissimo "Chaos Machine", quarto album per la band che ripropone il suo classicissimo e mai stancante thrash metal. Un lavoro onestissimo, che non grida certo al capolavoro ma che, con i suoi quasi quaranta minuti di durata, saprà regalarvi dei bei momenti di ferocia ottantiana alla Exodus. Insomma, senza infamia e senza lode, "Chaos Machine" è il classico album spensierato che funge da ennesima conferma dell'ottima forma dei nostri, senza voler strafare in orpelli o inutili giri. Qui si mena e basta; e si mena forte: l'opening "Faceless" vi dà il benvenuto nella città del pogo, dove è impossibile rimanere fermi con la testa e dove i riff incazzati sono all'ordine del giorno. Buona, ma personalmente mai trovata troppo convincente, la performance canora di Francesco, tendenzialmente monotona e poco aggressiva ma che tutto sommato porta a casa il sei politico. Di tutt'altra fattura sono, fortunatamente, le tracce presenti in questo "Chaos Machine". Seppur non ce n'è qualcuna che spicchi rispetto alle altre - forse proprio la sopracitata e "System Failure" - ci troviamo di fronte ad una decina di sonori schiaffoni sulla faccia che ben ricalcano l'esperienza dei big del genere, in particolare si sentono gli Exodus e i Testament.
Unico appunto che mi permetto di fare, al di là della già acclamata ottima forma della band che si presenta benissimo dopo questi sette anni, riguarda proprio i pezzi proposti. Mi spiego. Tutto funziona a dovere ed onestamente, ma finisce qui. Non c'è mai quel salto di qualità che ti fa esclamare "Wow!". Ci si attesta nella cosiddetta zona comfort, senza davvero volere osare ed andare oltre il 6,5/7. Un vero peccato che forse l'amaro in bocca un pochino lo lascia. Album validissimo, a tratti fresco e tutto sommato un bel ritorno in pista, ma avrei gradito qualcosa di più.

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