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Delirium: il solito Pagan Black Metal. Delirium: il solito Pagan Black Metal.

Delirium: il solito Pagan Black Metal.

recensioni

gruppo
titolo
Urkraft
etichetta
MDD Records
Anno

PROVENIENZA: Germania

GENERE: Pagan Black Metal

LINE UP: 
Steffen Schultheiß - Chitarra
Tobias Herrmann - Chitarra
Björn Bayer - Basso
Simon Dittrich - Batteria
Manuel Hiller - Voce

TRACKLIST:
1. Panzerreiter
2. Mitternacht Im Teufelsgrund
3. Der Schwarze Jobst II - Die Rache
4. Der Meistertrunk
5. Moosweibla
6. Ewiglich In Stein
7. Die Mühlhex
8. Urkraft

opinioni autore

 
Delirium: il solito Pagan Black Metal. 2020-01-19 11:34:10 Marianna
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Marianna    19 Gennaio, 2020
Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 2020
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I tedeschi Delirium sono una Pagan Black Metal all'attivo già dal 2006 e, nell'Aprile del 2019, decidono di licenziare il loro secondo longplayer: "Urkraft".

L'album si apre con il brano “Panzerreiter”: una marcia oscura e fatta di imponenti chitarre, accompagnate da una veloce ed incessante batteria. Nell'ascolto veniamo colpiti dalla traccia: “Der Schwarze Jobst II - Die Rache”, dove l'interessante seconda voce si combina con quella graffiante del vocalist Manuel Hiller. La tracklist scorre via veloce senza infamia né lode, trovandoci di fronte canzoni per nulla innovative ed in linea con i canoni del Black Metal; probabilmente il pezzo che più si distingue è “Der Meistertrunk”. L'intro fa emerge la vena più Pagan della band, ripresa successivamente dai cori che accompagnano il cantato; comunque niente di eclatante.
Questo tratto della band sembra passare in secondo piano rispetto a quello più marcato Black.

I Delirium, anche in questo lavoro, narrano la storia antica della loro Terra, accompagnando il tutto con le note dure e crude del Black; l'atmosfera è rabbiosa, militare, fatta vinti e vincitori e di sofferenza. Tuttavia, sebbene l'impegno profuso nella produzione (con la partecipazione di varie guests come Pascal Pfannenschmidt dei Munarheim o Jonas Müller dei Boötes Void ndr.), il prodotto finale pecca di mancata originalità.
"Urkraft" è un disco mediocre, da ascoltare tutto d'un fiato per gli amanti del genere senza troppe pretese.

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