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Lost In Oblivion: un debutto promettente Lost In Oblivion: un debutto promettente Hot

Lost In Oblivion: un debutto promettente

recensioni

titolo
"Deathcon 2”
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Failure hero
2. Violated purity
3. Wild lives
4. I. Insomnia
5. II. I am your nightmare
6. III. Become my fear (IV. L’oscurità del mero esistere)

LINE-UP:
Alessandro Ponzi – Batteria
Fabrizio Vetruccio – Chitarra

Guests:
Danilo Arisi – Basso
Roberto Diglio - Cori

opinioni autore

 
Lost In Oblivion: un debutto promettente 2019-12-15 09:27:26 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    15 Dicembre, 2019
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I Lost In Oblivion nascono nel 2016 da un progetto del batterista Alessandro Ponzi e del chitarrista Fabrizio Vetruccio. Arrivano ad ottobre ad autoprodurre il loro primo disco, composto da 6 pezzi ed intitolato “Deathcon 2”, interamente scritto da Fabrizio Vetruccio come tributo musicale al fumetto "Watchmen". Dietro il microfono si alternano entrambi con risultati anche abbastanza positivi. Per realizzare il loro lavoro si sono avvalsi della collaborazione al basso di Danilo Arisi (ottimo in “Wild lives”!) ed ai cori di Roberto Diglio, mentre Simone Mularoni si è occupato del mastering nei suoi Domination Studio di San Marino. Ma cosa suonano i Lost In Oblivion? Il loro sound è una sorta di ibrido fra il power metal ed il thrash della Bay-Area (Testament in primis) che potrebbe anche lontanamente ricordare gli Iced Earth, almeno per le trame della chitarra. Un genere quindi non particolarmente inflazionato, nel quale c’è ancora spazio per fare qualcosa di avvincente. E sicuramente i Lost In Oblivion (da non confondere con l’omonima band umbra scioltasi anni fa) riescono a realizzare una musica interessante, piacevole da ascoltare ed in grado di dare energia in quantità. Certo, piccoli particolari da migliorare ce ne sono ancora (in primis, alcuni pezzi risultano un po’ troppo lunghi e non funzionano perfettamente), si potrebbe anche trovare un cantante di livello superiore ma, per essere un’opera di esordio, siamo già su ottimi standard. La potenza c’è, il drumming è bello tirato, poliedrico e ritmato, la chitarra imbastisce muri di riff e parti soliste di buon livello, il basso si fa sentire a dovere e la registrazione, pur essendo un’autoproduzione, è di ottima qualità. Ho ascoltato diverse volte questo “Deathcon 2”, rimanendone sempre ben impressionato, adesso non resta che attendere i Lost In Oblivion al prossimo lavoro, certo che sapranno migliorarsi ancora, viste le ottime potenzialità dimostrate.

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