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Album di debutto per i Tillian, interessante band israeliana che sembra però ancora dover assumere una fisionomia meglio delineata Album di debutto per i Tillian, interessante band israeliana che sembra però ancora dover assumere una fisionomia meglio delineata Hot

Album di debutto per i Tillian, interessante band israeliana che sembra però ancora dover assumere una fisionomia meglio delineata

recensioni

gruppo
titolo
Lotus Graveyard
etichetta
autoprodotto
Anno

Tracklist: 

1. Reborn

2. Touched

3. Frozen Sun

4. I'm too close

5. Monster

6. Moonlight Dancer

7. Black Holes 

8. Caught in your Slough

9. The Beggar

10. Love or Heaven

11. Earth Walker 

 

Line-up:

Leah Marcu - vocals

Alexandra Marcu - cello

Yadin Moyal - guitars

Yoav Weinberg - drums

Yanai Avnet - bass

Lior Goldberg - keyboards

 

Alon Shulman - bass on tracks 6, 10

Shaschar Bieber - harsh vocals on track 10

opinioni autore

 
Album di debutto per i Tillian, interessante band israeliana che sembra però ancora dover assumere una fisionomia meglio delineata 2019-12-14 20:14:36 Virgilio
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Virgilio    14 Dicembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Tillian nascono per iniziativa della cantante Leah Marcu, che inizialmente parte con l'idea di realizzare un album solista, ma poi opta per formare una band vera e propria. Viene quindi registrato "Lotus Graveyard", insieme alla sorella violoncellista Alexandra e ad altri musicisti, mentre poi la line-up viene stabilizzata dopo le registrazioni in una formazione composta da ben sette elementi. Possiamo dire che il disco percorre diverse linee stilistiche: c'è un approccio alquanto sperimentale specialmente alla voce da parte di Leah, che un po' ci ha fatto pensare ai nostri Area, mentre le canzoni spaziano tra brani delicati, dalle atmosfere fiabesche, ad altri più tendenti al rock/metal, talvolta con elementi progressive. Particolare, tra le altre, "Monster", che presenta, inaspettatamente, intorno alla metà, un intermezzo che rimanda alla musica messicana; "Moonlight Dancer", invece, ricrea effetti sonori che fanno pensare appunto ad una danza notturna attorno al fuoco; in "Black Holes" si possono ritrovare vari spunti prog, mentre "The Beggar" è molto teatrale, quasi recitata. Su "Love or Heaven", ancora, il combo israeliano si avvicina maggiormente al metal, tanto da far ricorso pure a delle harsh vocals. Diciamo che in questo "Lotus Graveyard" ci sono diversi spunti interessanti, ma tutto sembra ruotare attorno alla voce, evidenziando come, almeno in questa fase, i Tillian di fatto non fossero ancora una band vera e propria. Inoltre, nell'insieme, il lavoro appare un po' disomogeneo, con scelte che rendono talvolta un po' distanti alcune parti dal punto di vista stilistico. Ad ogni modo, c'è davvero tantissimo potenziale, per cui vedremo come si muoverà la band per il futuro, ora che la line-up è stata completamente rinnovata e dovrebbe essersi stabilizzata, potendo così assumere una fisionomia meglio delineata.

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