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Un ritorno eccezionale per i siciliani Acacia Un ritorno eccezionale per i siciliani Acacia Hot

Un ritorno eccezionale per i siciliani Acacia

recensioni

gruppo
titolo
"Resurrection"
etichetta
Underground Symphony Records
Anno

TRACKLIST
01. Obsession
02. Light in shadows
03. Chains of memory
04. The age of glory
05. Alone
06. Revelation day
07. My dark side
08. Seasons end
09. Gone away
10. The man

LINE-UP:
Gandolfo Ferro – Vocals
Martino Lo Cascio – Guitars
Simone Campione – Guitars
Massimo Provenzano – Bass
Claudio Florio - Drums

opinioni autore

 
Un ritorno eccezionale per i siciliani Acacia 2019-12-14 18:30:52 Ninni Cangiano
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    14 Dicembre, 2019
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Sono passati 23 anni dall’esordio dei siciliani Acacia e l’unico superstite di quella formazione, il chitarrista Martino Lo Cascio, ha reclutato nuovi membri, fra cui il cantante degli Heimdall Gandolfo Ferro, il talentuoso batterista Claudio Florio (Holy Knights, Crimson Wind e Trinakrius, tra le tante bands in cui ha suonato) ed il chitarrista Simone Campione (anch’egli negli Holy Knights, oltre a Thy Majestie e Nexus); a questi si aggiunge il bassista Massimo Provenzano (credo agli esordi) e la nuova line-up è completa. Raggiunto un accordo con la Underground Symphony, ecco che sul finire del 2019 viene pubblicato questo “Resurrection” che è sostanzialmente la rinascita di questa band di cui si erano perse le tracce. Il genere suonato dagli Acacia è un elegantissimo prog metal, con qualche leggero influsso power, mai troppo cervellotico, ma anzi con un’attenzione non indifferente alle melodie. Contribuisce in questo la voce del grande Gandolfo Ferro che, in questo disco, mette in mostra tutta la sua poliedricità ed espressività, oltre alla notevole estensione vocale che lo porta senza fatica a toccare note molto basse; le capacità indiscutibili di questo singer danno alle singole composizioni calore e colore, dipingendo le varie atmosfere che connotano i diversi brani, come un pittore sulla propria tela. Se le parti strumentali sono di gran gusto, appare indubbio che le musiche siano state realizzate proprio per esaltare al meglio le capacità canore del vocalist siciliano. Normalmente non sono un grandissimo fan del prog metal, ma di fronte ad un disco di simile qualità sono rimasto letteralmente a bocca aperta, finendo per esserne conquistato letteralmente. Ascolto dopo ascolto, venivano fuori particolari non notati in precedenza, finendo per innamorarmi completamente di quanto realizzato dagli Acacia. Non una virgola o una nota fuori posto, non un brano che funzioni meno degli altri (perfetto il songwriting!) in un full-lenght di circa ¾ d’ora che rischia di creare dipendenza, talmente è fatto bene. Da segnalare infine che sulla splendida, quanto struggente e malinconica “The man” (mi ha ricordato gli indimenticabili Depressive Age!) c’è anche la presenza di una corista sulla cui identità però non ho purtroppo informazioni. Sono pochissimi i dischi nel 2019 in campo prog che possono reggere il confronto di questo “Resurrection” e non resta che sperare che adesso gli Acacia ci regalino simili perle con maggiore frequenza, senza insomma dover aspettare altri 23 anni! Album imperdibile per chiunque ritenga di ascoltare musica di qualità.

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