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Sufficiente ma leggermente sotto le aspettative questo quarto lavoro dei viterbesi Voltumna Sufficiente ma leggermente sotto le aspettative questo quarto lavoro dei viterbesi Voltumna Hot

Sufficiente ma leggermente sotto le aspettative questo quarto lavoro dei viterbesi Voltumna

recensioni

gruppo
titolo
Ciclope
etichetta
Extreme Metal Music
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Black/Death Metal 

FFO: Behemoth, Necrophobic, Dissection, Noctem 

LINE UP: 
Phersu - vocals, bass, programming 
Haruspex - guitars, vocals 
Augur Veii - drums 

TRACKLIST: 
1. Entering the Wrong Circle [02:49] 
2. Collapsed Island [03:56] 
3. The Megalithic Circle [04:29] =VIDEO= 
4. Cosmos [04:37] 
5. La Furia dei Ciclopi [03:29] =VIDEO= 
6. Divine Bloodline [03:00] 
7. Hybris [04:50] =ASCOLTA= 
8. The Double Spiral [06:25] 
9. When Giants Walk This Earth [04:17] 
10. Sublime Astral Conception [04:59] 

Running time: 42:51 

opinioni autore

 
Sufficiente ma leggermente sotto le aspettative questo quarto lavoro dei viterbesi Voltumna 2019-12-14 17:34:14 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    14 Dicembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Come già ho avuto modo di dire nella recensione all'album "Dodecapoli", i Voltumna sono una band che seguo con particolare interesse sin dagli esordi; è con lo stesso interesse, dunque, che mi ritrovo a recensire la quarta fatica della band viterbese, "Ciclope", album che segna alcune novità in casa Voltumna. In primis c'è da notare come non facciano più parte della formazione il cantante Zilath Meklhum - uno dei membri fondatori, passato intanto negli ShadowThrone - ed il bassista Fulgurator, entrambi sostituiti dalla new entry Phersu, che ha assunto entrambi i ruoli; in più annotiamo il cambio d'etichetta, con il passaggio da Sleaszy Rider Records alla nostrana Extreme Metal Music, divisione estrema di Rockshots Records. Ciò che non è cambiato è l'approccio dei Voltumna sia in quanto a tematiche mitologiche, sia musicalmente con il Black/Death cui i nostri ci hanno abituato già con i precedenti lavori. In "Ciclope" notiamo come ci siano degli elementi relativamente 'nuovi' che spiccano rispetto al passato, nella fattispecie una maggiore attenzione alle melodie - cosa che sposta le sonorità dei Voltumna più verso Noctem e Necrophobic rispetto alle sonorità più compatte dei Behemoth -, così come diversi passaggi orchestrali che danno un tocco di maggiore epicità alle composizioni dei Nostri, a volte molto ben riusciti come in "Collapsed Island", altre un po' meno (vedasi "The Megalithic Circle"). "Ciclope" è, insomma, un nuovo passo nell'evoluzione della band laziale e, soprattutto, un disco di buona fattura: il songwriting dei Voltumna è ormai sì maturo da poter permettere ai Nostri di poter 'camminare con le proprie gambe', cosa che permette al trio viterbese di mettere insieme un album solido con brani che funzionano a dovere, in primis "Cosmos", "Divine Bloodline" e "Hybris" (con altri che però riescono meno, come "The Double Spiral"), seppur in un'ultima analisi mi è sembrato che vocalmente si sia fatto un passo indietro (leggero, sia chiaro) con l'operato di Phesu, che non sempre mi ha convinto in quest'opera (ad esempio ne "La Furia dei Ciclopi") rispetto a quello dello storico vocalist.
I Voltumna hanno col tempo costruito una fanbase solida, che difficilmente rimarrà delusa da questo nuovo album della band laziale. Allo stesso tempo, però, pur risultando un disco sopra la sufficienza, "Ciclope" non raggiunge i picchi che la band viterbese ha toccato con i precedenti lavori, "Dodecapoli" e, soprattutto, "Disciplina Etrusca". Per ritornare a quei fasti, probabilmente i Voltumna dovrebbero mettere un po' più da parte i passaggi più orchestrali (non dico di eliminarli del tutto, ma di dar loro il giusto spazio quando veramente serve), di dimenticare quanto possiamo ascoltare in "The Double Spiral", l'unico pezzo che veramente non convince di quest'album, e, soprattutto, di ritrovare il "killer instinct" che hanno sempre avuto sino ad ora, di tornare a suonare in maniera più viscerale.

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