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Diversi aspetti da correggere ed una produzione dozzinale: questo emerge dall'ascolto dell'EP dei Necorfili Diversi aspetti da correggere ed una produzione dozzinale: questo emerge dall'ascolto dell'EP dei Necorfili Hot

Diversi aspetti da correggere ed una produzione dozzinale: questo emerge dall'ascolto dell'EP dei Necorfili

recensioni

gruppo
titolo
Immaculate Precopnception
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Death/Thrash Metal 

FFO: (early) Death, Slayer, Exodus, (early) Metallica 

LINE UP: 
Carlo Pelliccia - vocals, guitars 
Alessandro Fusacchia - guitars 
Gianluca Marchionni - bass 
Marco Dalmasso - drums 

TRACKLIST: 
1. A Lullaby for Reason [01:46] 
2. Infaithcted [04:29] =ASCOLTA= 
3. Campo de' Fiori [06:59] =ASCOLTA= 
4. The Shapeless Thing [05:30] 
5. Army of the Reaper [05:20] 

Running time: 24:04 

opinioni autore

 
Diversi aspetti da correggere ed una produzione dozzinale: questo emerge dall'ascolto dell'EP dei Necorfili 2019-12-10 17:43:45 Daniele Ogre
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    10 Dicembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono arrivati alla soglia dei 15 anni di carriera i reatini Necrofili, Death/Thrash band con all'attivo due album ("Necrofili" del 2005 e "The End of Everything" del 2017) e questo EP uscito quest'anno a titolo "Immaculate Preconception". E' un EP dai due volti questa nuova fatica del quartetto laziale; da un lato possiamo notare una band capace di scrivere buoni pezzi, specie per quanto concerne tematiche e liriche, e che, pur non inventando nulla di nuovo, musicalmente può esser definita come solida ("Infaithcted" ne è probabilmente il miglior esempio); dall'altro lato però vi sono gli elementi che abbassano il voto complessivo dell'EP, a partire da una produzione mediocre. "Immaculate Preconception" è stato infatti interamente autoprodotto negli studi e nella sala prove della band e, purtroppo, si sente: i suoni di questo lavoro risultano essere troppo piatti, asciutti, cosa che già dopo poco tende a far storcere il naso, con la voce di Carlo Pelliccia che è ciò che più risente di questa scelta (basta ascoltare "Campo de' Fiori"), con la sensazione di star ascoltando semplicemente una prova in sala e non un'uscita ufficiale, per quanto autoprodotta. Un altro punto su cui i Necrofili dovranno lavorare è l'immediatezza dei pezzi: il genere proposto dai Nostri dà il meglio quando i brani non si perdono in orpelli che fanno né più né meno da riempitivo.
Con i Necrofili sembra di ascoltare una giovane band ai primi vagiti e non una che sia attiva da quasi tre lustri: con ciò vogliamo dire che probabilmente sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più, ma è anche vero che, come detto, non tutto è da buttare, visto che in questo lavoro possiamo notare che la band laziale in fase di songwriting, con le dovute cose da limare per il futuro, ci sa fare.

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