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Il debutto dei nostrani Bloody Unicorn è poco convincente

recensioni

titolo
Of Monsters Under the Bed
etichetta
Autoproduzione
Anno

Tracklist:
1. Rising of the Dormant Mind (Instrumental Intro)
2. Crushing Down
3. Running Out of Time
4. Of Monsters Under the Bed
5. Faith
6. Forgiven

Line-up:
Irene ‘Eva’ Scapin – Vocals
Davy Scarpellini – Guitar
Lorenzo Telve – Drum

opinioni autore

 
Il debutto dei nostrani Bloody Unicorn è poco convincente 2019-12-08 19:37:10 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    08 Dicembre, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dispiace sempre dover bocciare una band, soprattutto se questa è agli esordi, ma questo" Of Monsters Under the Bed", Ep di debutto dei nostrani Bloody Unicorn, proprio non mi ha convinto.
Concepito per essere una sorta di concept che ruota attorno all'introspezione, al male dell'uomo e, per l'appunto, a quelli che metaforicamente sono i mostri che si nascondono sotto il nostro letto, l'Ep si compone di cinque tracce che ricalcano un melodic death glaciale e nordico con pesanti influenze sinfoniche. Il risultato è un lavoro tutto sommato godibile ma che, sul piano prettamente stilistico, non è che sia proprio il primo arrivato. Ma non è sicuramente questo il punto che non mi ha convinto, dato che a livello di riff ci siamo anche. Le due componenti che proprio mi sono risultate indigeste sono due: la voce e il senso di "mosceria" che si respira durante l'ascolto.
Partiamo dal primo punto -che in un certo senso è anche causa del secondo-. La performance canora di Irene è assolutamente poco convincente per quanto riguarda il growl: troppo sforzato e per nulla grintoso, con la tendenza ad essere piatto e per nulla accattivante. Sicuramente più godibile la parte in pulito anche se, correggetemi se sbaglio, sento delle stonature ed imprecisioni ogni tanto. Devo dire che, dei due punti di cui sopra, questo è quello che mi ha convinto di più a dare l'insufficienza.
Da qui veniamo al secondo problema, quello relativo alla monotonia. Seppur scorrevoli e con qualche soluzione interessante, i brani tendono ad annoiare. Vuoi per la poca grinta, vuoi per un songwriting non così originale o, infine, vuoi per la tendenza a seguire lo stesso pattern, non c'è una traccia che spicchi rispetto alle altre. Il mio consiglio è di riascoltarsi tanto in fase di scrittura. In bocca al lupo!

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