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Live album che consente di godersi l'energia e le emozioni sprigionate dagli Eluveitie dal vivo. Live album che consente di godersi l'energia e le emozioni sprigionate dagli Eluveitie dal vivo.

Live album che consente di godersi l'energia e le emozioni sprigionate dagli Eluveitie dal vivo.

recensioni

gruppo
titolo
Live at Masters of Rock
etichetta
Nuclear Blast
Anno

Line-up:
Chrigel Glanzmann - vocals, whistles, mandola, bagpipes, bodhran
Fabienne Erni - vocals, celtic harp, mandola
Alain Ackermann - drums
Rafael Salzmann - guitars
Jonas Wolf - guitars
Kay Brem - bass
Matteo Sisti - whistles, bagpipes, mandola
Nicole Ansperger - fiddle
Michalina Malisz - hurdy gurdy

Tracklist:
1. Ategnatos
2. King
3. The Call of the Mountains
4. Deathwalker
5. Worship
6. Artio
7. Epona
8. A Rose for Epona
9. Thousandfold 441-16
10. Ambiramus
11. Drum solo
12. Havoc
13. Breathe
14. Helvetios
15. Rebirth
16. Inis Mona

opinioni autore

 
Live album che consente di godersi l'energia e le emozioni sprigionate dagli Eluveitie dal vivo. 2019-12-01 20:05:30 Virgilio
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Virgilio    01 Dicembre, 2019
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Gli Eluvieitie pubblicano questo live registrato al Masters of Rock durante il loro tour promozionale dell'album "Ategnatos", uscito ad aprile di quest'anno. Proprio per questo, viene dato ampio spazio a brani tratti da questo disco, ben sei, a partire dalla title-track, passando per alcune delle tracce di punta come "Ambiramus" e "Rebirth". Il concerto è comunque alquanto articolato, dato che la band elvetica suona sedici tracce, per quanto comunque venga privilegiato in generale il repertorio più recente. D'altronde, gli Eluveitie hanno intrapreso un percorso artistico ben preciso e delineato, che li ha portati a sperimentare qualcosa di diverso rispetto al melodic death delle origini, per quanto sempre ispirato alla musica celtica, che poi è scaturito in una rifondazione vera e propria della band nel 2016, con l'inserimento di diversi nuovi elementi, accanto al trio storico composto da Glanzmann, Brem e Salzmann (come si ricorderà, invece, alcuni ex hanno seguito la cantante Anna Murphy nei Cellar Darling). La band però chiaramente non rinnega affatto il proprio passato, per cui ripropone anche alcune canzoni più datate: in particolare, ne ritroviamo un paio da "Origins" ("King" e "The Call of the Mountains") e un paio da "Helvetios" (la title-track e "Havoc"), più una versione di "Thousandfold", mentre bisogna attendere il bis per ascoltare una canzone tratta dallo storico "Slania", ovvero "Inis Mona". Ad ogni modo, la performance è come sempre impreziosita dal ricchissimo campionario di strumenti a disposizione della band, tra cornamuse, flauti vari, ghironde, violini, ecc., che consentono una ricchezza espressiva e timbrica notevole, a supporto del loro repertorio metal, tra episodi appunto più vicini al melodic death e altri più recenti magari tendenzialmente più melodici e atmosferici: con questi ultimi, peraltro, vengono forse maggiormente esaltate le splendide doti della bellissima e bravissima singer Fabienne Erni, che certo sarebbe sprecata se relegata al ruolo di seconda voce, mentre invece, soprattutto nei nuovi brani, riesce a ritagliarsi uno spazio più importante. In scaletta, viene previsto anche un assolo di batteria da parte di Alain Ackermann, integrato pure da un assolo di chitarra, ma in generale il concerto procede in maniera alquanto scorrevole, senza particolari interruzioni e sembrano pure piuttosto poche le parti in cui il gruppo dialoga o si rivolge direttamente al pubblico. La resa sonora è molto buona e ciò consente dunque di godersi a pieno l'energia e le emozioni che il gruppo riesce a sprigionare più che mai anche dal vivo.

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