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Lord Mantis, davvero sotto ogni aspettativa.. Lord Mantis, davvero sotto ogni aspettativa..

Lord Mantis, davvero sotto ogni aspettativa..

recensioni

titolo
Universal Death Church
etichetta
Profound Lore Records
Anno

Line up:
Dylan O'Toole - vocals 
Andrew Markuszewski - guitars 
Ken Sorceron - guitars 
Charlie Fell - bass 
Bryce Butler - drums

Tracklist:
1. Santa Muerte
2. God's Animal
3. Qliphotic Alpha
4. Consciousness.exe
5. Low Entropy Narcosis
6. Damocles Falls
7. Fleshworld
8. Hole

opinioni autore

 
Lord Mantis, davvero sotto ogni aspettativa.. 2019-12-01 16:54:51 Rob M
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Rob M    01 Dicembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Son tornati i Lord Mantis.. e forse era meglio di no. Un gruppo che ho apprezzato tantissimo agli inizi e che si fa avanti oggi con questo "Universal Death Church" lasciandomi con l'amaro in bocca. Si tratterebbe di un buon lavoro se fosse uscito almeno 5 anni fa. Invece i nostri si lascian andare in un calderone che al giorno d'oggi puzza di strasentito, di privo di senso, di ripetitivo e monotono (vedi "Qliphotic Alpha" come inno a questo tipo di minestra scaldata e riscaldata che fa semplicemente rimpiangere i bei vecchi tempi).
I nostri si son imbastarditi con un sound leggermente piú moderno rispetto al passato ed allo stesso tempo han tirato fuori una roba che non ha ne capo ne coda, lontano dai due capolavori "Spawning The Nephilim" e "Pervertor" che resero la band conosciuta e fondamentale in ambito blackened sludge quando il genere non era ancora cosí mainstream.
Oggi i nostri non riescon ad arrivare ai fasti di un tempo e ci voglion diversi ascolti perché si possa assorbire un'opera come questa senza rimanere semplicemente indifferenti al tutto.
Se con l'opener "Santa Muerte" ci si aspetta il meglio, con la successiva "God's Animal" i nostri abbassan il tiro per intrufolarsi in territori piú affini ad uno sludge psichedelico che riporta alla mente band come Tomb e primi Mastodon non disdegnando progetti black metal americani come i Leviathan. I risultati sono peró abbastanza insoddisfacenti.
Il riffing inneggia al plagio, le aperture piú sperimentali come buttate nella mischia senza una direzione ben precisa sul dove e come si voglia andare a parare (vedi il cambio proprio sulla seconda "God's Animal" dove si passa da un mood all'altro in maniera forzata).
Sfortunatamente, questo sentimento si espande sull'intera durata del disco. Non esiste un brano che posssa riassumere in maniera decisa e vincente ció che la band cerca di esprimere. Mentre ci si ricorda egli Isis in "Consciousness.exe", dei Wolvserpent in "Low Entropy Narcosis", dei Love Sex Machine in "Damocles Faials", degli Hexis in "Fleshworld", degli Zu in "Hole", ci si accorge come i Lord Mantis non riescan a brillare di luce propria.
Nel complesso un buon album ma davvero un passo indietro per chi si potesse aspettare un nuovo colossale disco della band in questione.
Per quanto mi riguarda, i Lord Mantis han perso in parte la loro anima e mi auguro che riescan a ritrovare molto presto lo spirito che gli aveva portati sulla bocca di tutti ai loro esordi. "Universal Death Church" é forse il loro peggior capitolo, non male se vi piace il genere ma semplicemente "un altro disco sullo scaffale" se avete un po' di conoscenza del genere e conoscete il vostro blackened sludge con cognizione di causa.

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