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Il gran ritorno degli As I Lay Dying, pionieri del metalcore, con un album spettacolare Il gran ritorno degli As I Lay Dying, pionieri del metalcore, con un album spettacolare Hot

Il gran ritorno degli As I Lay Dying, pionieri del metalcore, con un album spettacolare

recensioni

titolo
Shaped By Fire
etichetta
Nuclear Blast
Anno

Tracklist:

  • 1.Burn to Emerge  (instrumental)
  • 2.Blinded
  • 3.Shaped by Fire
  • 4.Undertow
  • 5.Torn Between
  • 6.Gatekeeper
  • 7.The Wreckage
  • 8.My Own Grave
  • 9.Take What's Left
  • 10.Redefined
  • 11.Only After We've Fallen
  • 12.The Toll It Takes

Line-up:

  • Tim Lambesis - Vocals
  • Phil Sgrosso - Guitars
  • Nick Hipa - Guitars
  • Josh Gilbert - Bass, Vocals (clean)
  • Jordan Mancino - Drums

opinioni autore

 
Il gran ritorno degli As I Lay Dying, pionieri del metalcore, con un album spettacolare 2019-10-17 16:55:23 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    17 Ottobre, 2019
Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 2019
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Correva l'anno 2012 ed ero ancora un giovane e sbarbatello metallaro che frequentava il liceo. Quell'anno i leggendari As I Lay Dying, pionieri e capi indiscussi del metalcore, pubblicavano "Awakened" che costituisce il fiore all'occhiello di tutta la loro discografia, al pari del precedente "The Powerless Rise" (2010). Ricordo ancora che rimasi estasiato dalla furia e dalla grinta del quintetto di San Diego, con un Tim Lambesis alla voce incazzatissimo e dei riff granitici e potenti. Da allora la band fu costretta a fermarsi a causa dell'arresto del vocalist e per noi fan fu un vero colpo al cuore vedere quella che sembrava l'imminente fine di una leggenda.
Passano gli anni ma ancora nulla, fino al 2019, anno in cui le acque iniziano di nuovo a muoversi, stavolta in casa Nuclear Blast: gli As I Lay Dying pubblicano "My Own Grave", primo singolo di un annunciato nuovo album. Gioia, gaudio, folla in giubilio! Dopo sette anni tutti i componenti originali -Lambesis compreso- sono di nuovo in studio. Ed eccoci finalmente al 20 settembre -scusate il ritardo, non è colpa mia- con "Shaped By Fire", il settimo album in casa As I Lay Dying che suona esattamente come sette anni fa, come un album degli As I Lay Dying, né più né meno. Fatto il doveroso preambolo e superato il magone iniziale per l'emozione, tuffiamoci in questi quarantaquattro minuti di puro metalcore.

Confesso fin da subito che il genere non è mai stato tra i miei preferiti, ma per gli As I Lay Dying ho sempre avuto un debole, a tal punto da annoverarli tra le mie band preferite in assoluto. Il motivo è da ricercarsi in due fattori che li hanno sempre contraddistinti: i testi ed i riff. I primi sono totalmente introspettivi e raccontano di problemi, travagli, esperienze personali belle e non, paure, gioie, dolori... insomma, ognuno di noi riesce a vedersi in queste parole. I secondi, invece, sono delle vere e proprie bombe atomiche: concepiti da sempre dal formidabile duo Sgrosso-Hipa, riescono a spaziare benissimo tra influenze melodic death, thrash, death e chi più ne ha più ne metta. Non si tratta della solita minestra riscaldata che sa di "già sentito". I riff degli As I Lay Dying sono complessi, arzigogolati, ricchi di pathos ed energia, ma allo stesso tempo maledettamente lineari ed efficaci da entrarti in testa come un trapano. Ecco quindi che il quintetto si annovera a buon diritto tra i big del genere, e "Shaped By Fire" segue esattamente questa linea configurandosi come un altro grande capolavoro che va a sedere a capo dei precedenti album sopracitati.
Già la prima traccia "Blinded" ci fa capire a cosa andremo in contro. Lambesis non è cambiato di una virgola - a parte che ora è pompato e grosso come un armadio- e il potentissimo growl e l'acutissimo scream riecheggiano cattivi come poche cose nella vita. Bellissime, come sempre, le parti clean in cui Gilbert dà ancora prova dell'ottima estensione vocale di cui dispone - estensione che, tra l'altro, è in grado di mantenere anche in live-. Sgrosso e Hipa insieme anniciliscono l'ascoltatore con una potenza disumana. Come già detto, il duo riesce a creare un muro sonoro impenetrabile sia per quanto riguarda la parte solista, sia quella ritmica. E vogliamo parlare dei breakdown, tanto usati e tanto cari al metalcore in generale? Quando arrivano l'osso del collo sa già la fine che farà. L'esempio migliore di quanto detto ve lo offre la micidiale "Gatekeeper", forse una delle tracce migliori mai scritte di tutta la discografia di Lambesis e soci. Le chitarre sono feroci e devastanti, la parte di groove è imponente e non lascia spazio agli impreparati, le parti cadenzate sono come copi di martello sulla testa... in live questa farà uscire i feriti, fidatevi!
Ma c'è anche spazio per qualcosa di più "morbido" in cui la coppia Lambesis-Gilbert riesce a creare quel fantastico ossimoro tra voce ferina e clean. "The Wreckage" è uno di quei pezzi che metti e rimetti all'infinito: dura come la pietra ma leggiadra come una piuma, incalzante come una mandria in corsa ma delicata ed elegante al contempo. Qui tutto il talento del quintetto di San Diego prende forma e ci regala un signor brano. Stessa cosa dicasi per la famosa "My Own Grave", il pezzo che animò di speranza i cuori di tutti noi diversi mesi fa quando venne pubblicata come singolo. Dal testo incredibilmente commovente e triste, è un inno a quanto fatto di buono fino ad ora. Dal sapore maledettamente old school che subito mi ha riportato al magistrale "The Powerless Rise" -album che mi fece innamorare della band-, riesce a fare venire la pelle d'oca da inizio a fine. Se mi chiedessero di descrivere gli As I Lay Dying con una canzone, sarebbe sicuramente questa. Come al solito tutto fila come dovrebbe, tra un Lambesis in formissima, una sezione ritmica da far impallidire anche il più scettico e un Gilbert capace di far emozionare con la sua voce.


Facciamola breve: tutto "Shaped By Fire" è un sonoro calcione in culo -scusate ma quando ci vuole ci vuole- allo scorrere del tempo, pieno di voglia di riscatto, in grado di ricominciare da dove ci si era fermati, ricco di pathos, energia e grinta, scevro da ogni ruffianata ma perfettamente in linea con l'inconfondibile stile della band. Insomma, gli As I Lay Dying sono tornati e si confermano ancora una volta i migliori grazie ad un album che sarà sicuramente tra le migliori uscite di quest'anno. ASCOLTATELO!

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