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Il debut album dei belgi Orthanc Il debut album dei belgi Orthanc Hot

Il debut album dei belgi Orthanc

recensioni

gruppo
titolo
"Carnival"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Liar

2.      Carnival

3.      (O.D.) Victim of chemical substance

4.      Dark religion

5.      Knock ‘em down

6.      Useless

7.      (Do unto) Others

8.      The prophet

 

 

LINE-UP:

Ortwin Lietaert: vocals

Matthias van den Berghe: bass

Geert Serreyn: drums

Marnic Serreyn: guitar

opinioni autore

 
Il debut album dei belgi Orthanc 2019-10-13 08:14:57 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    13 Ottobre, 2019
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Erano i primi anni ’90 quando i fratelli Serreyn (Geert batterista e Marnic chitarrista) decisero di fondare una band e chiamarla “Orthanc”; con questo nome sono stati attivi fino al 1997, realizzando anche un paio di demo-tape, ma rimanendo sempre nell’underground della scena metal del Belgio. Nel 2014 il gruppo si è riformato nella formazione originale (con il bassista Matthias van den Berghe ed il cantante Ortwin Lietaert) ed è arrivato finalmente quest’anno al debut album con questo “Carnival”, composto da 8 pezzi per poco più di 40 minuti di durata. Pur trattandosi di un’autoproduzione, i belgi hanno fatto le cose per bene, con una produzione più che valida ed al passo con i tempi. Presentati come “heavy, melodic power metal”, di fatto i nostri suonano un heavy/thrash stra-carico di groove; pur essendo un gruppo che affonda le proprie radici oltre 25 anni fa, ha un sound molto moderno, che strizza l’occhio a certe cose del metalcore, anche grazie ad un atteggiamento sempre molto “in your face”, concedendo sostanzialmente nulla alle melodie, ma dando tutto sull’approccio e sull’energia. Ortwin Lietaert è un buon cantante che alterna parti da screamer ad altre più espressive e meditate; il basso pulsa a dovere, mentre i due fratelli Serreyn dimostrano di saperci fare alla grande nelle loro parti. Ne viene fuori un qualcosa che ha davvero pochissimo a che fare con il power metal (direi proprio un bel niente!), ma è più orientato verso il thrash ed il groove. Pur non essendo un genere musicale che normalmente apprezzo, grazie ad un songwriting mai noioso o monotematico e sempre ricco di energia, devo dire che gli Orthanc mi hanno fatto un’impressione più che positiva. Il loro sound è sicuramente più indicato per le giovani leve assetate di groove, rabbia e potenza, mentre potrebbe non andare a genio ai true defenders più “anziani” (come il sottoscritto), oltre che risultare indigesto a chi è appassionato di metal melodico ed elegante. Bisogna comunque essere obiettivi ed, in tal senso, è indubbio che questo “Carnival” dei belgi Orthanc è un disco fatto bene che merita sicuramente più della sufficienza. E speriamo che, per il prossimo disco, una label si accorga del loro valore.

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