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Un debutto estremamente crudo e dall'approccio primordiale per gli statunitensi Fetid Un debutto estremamente crudo e dall'approccio primordiale per gli statunitensi Fetid

Un debutto estremamente crudo e dall'approccio primordiale per gli statunitensi Fetid

recensioni

gruppo
titolo
Steeping Corporeal Mess
etichetta
20 Buck Spin
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Death Metal 

FFO: Incantation, Disma, Rottrevore, Tomb Mold, Autopsy 

LINE UP: 
Jullian Rhea - vocals, drums 
Clyle Lindstrom - vocals, guitars 
Chelsea Loh - bass 

TRACKLIST: 
1. Reeking Within [06:12] 
2. Cranial Liquescent [05:53] 
3. Consumed Periphery [04:55] 
4. Dripping Sub-Tiepidity [06:36] 
5. Draped in What Was [08:39] 

Running time: 32:15 

opinioni autore

 
Un debutto estremamente crudo e dall'approccio primordiale per gli statunitensi Fetid 2019-09-11 15:52:41 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    11 Settembre, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nati nel 2016, da quando gli Of Corpse hanno deciso di cambiare monicker, i Fetid, da Seattle, fanno parte di quella nuova ondata di Old School Death proveniente dagli States che comprende altri gruppi come Tomb Mold, Cerebral Rot, Mortiferum... Arrivati come un tank sulle scene grazie al demo "Sentient Pile of Amorphous Rot", il trio debutta su lunga distanza con questo "Steeping Corporeal Mess", album che non fa che confermare le ottimissime impressioni già suscitate dai nostri. Nel lavoro dei Fetid è possibile riscontrare immediatamente un amore viscerale per le sonorità più marce dei 90's, un amore che si riversa in influenze subito riconoscibili in gruppi come Rottrevore ed Autopsy in primis (con questi ultimi hanno in comune il batterista/cantante, n.d.r.), ma anche Disma ed Incantation. Tutto in "Steeping Corporeal Masses" ha il catacombale sapore degli anni '90: un suono melmoso che perfettamente si sposa con delle chitarre 'semplici' quanto perfette per la proposta dei Nostri, una serie di mid e downtempo che danno ancor più maggiore risalto alle accelerate assassine - ascoltate "Consumed Periphery" e mi direte -, ed un approccio quanto più grezzo e primordiale possibile. Nei cinque capitoli che compongono l'opera prima dei Fetid ogni tecnicismo è messo al bando, così come un qualsivoglia accenno di melodia: guidati da un growl cavernoso, la band americana mette in piedi quello che è un lavoro del più puro e semplice Death Metal, senza bisogno di abbellirlo con un qualsiasi orpello: crudo, melmoso, dannatamente novantiano, "Steeping Corporeal Mess" è un lavoro che saprà trascinare l'ascoltatore nel fango del Death Metal di un ventennio fa.

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