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Eternal Suffering - Beyond the Threshold of Twilight Eternal Suffering - Beyond the Threshold of Twilight Hot

Eternal Suffering - Beyond the Threshold of Twilight

recensioni

titolo
Beyond the Threshold of Twilight
etichetta
Imperatrix Mundi Records
Anno

LINE-UP:

Uroboros -Chitarra

Baskanos - Tastiere 

Phoenyx - Basso

Pavor Nocturnus  - Voce e chitarra

Nekroblast - Batteria

 

TRACKLIST:

1.      Beyond the Threshold of Twilight

2.      Invoking the Full Moon

3.      Endless Kingdom of the Spirit

4.      Forgotten Dawn

5.      Reconquering the Lost Throne

opinioni autore

 
Eternal Suffering - Beyond the Threshold of Twilight 2019-08-25 15:53:26 Anthony Weird
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Anthony Weird    25 Agosto, 2019
Ultimo aggiornamento: 26 Agosto, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

EP d’esordio per i nostrani Eternal Suffering, band di Nuoro già attiva da diversi anni, ma che arriva solo nel 2017 a dare alla luce il primo lavoro in studio, intitolato “Beyond the Threshold of Twilight”, ristampato a fine luglio 2019 dalla Imperatrix Mundi Records, sottoetichetta della Third-I-Rex. Dalle prime note immediatamente saltano alla mente gli Evol di “Dreamquest”, con questi synth squillanti ed evocativi da film fantasy, molto irrequieti e che tendono a ferire i timpani con picchi di acuti che creano una grossa tensione, ma che sembrano un po’ uno sciame di fatine impazzite. “Invoking the Full Moon” è una vera sorpresa, accantonata l’oscurità, la potenza sonora dei sardi, si incanala in percorsi ritmici, che seguono le discontinue e schizofreniche scale delle tastiere, che eseguono un lavoro egregio e mai invadente, restando in secondo piano, pur essendo una parte assolutamente predominante nella composizione. La produzione è buona, così come il cantato in scream, molto oscuro, maligno e acido quanto serve, tuttavia, è il livello di distorsione scelto per le chitarre a non convincermi. Si tratta di un suono troppo squillante e troppo acuto che non trasmette oscurità, né cattiveria, ma solo un senso di fastidio che va ad offuscare tutto il resto. Un vero peccato, perché sia la composizione che l’esecuzione risultano essere originali, studiate e assolutamente degne, tranne (appunto) per il fatto che è proprio il tipo di distorsione scelto che non rende giustizia.
Tuttavia il disco è piacevole, un EP che non merita di passare in sordina, buone idee, chiare e con riferimenti degni e palesi (spruzzate di Emperor, un pizzico di Dimmu Borgir, Enslaved…) messe in pratica più che correttamente per un black metal sinfonico che non ripercorre perfettamente gli stilemi del genere, ma crea un mondo più vicino al fantasy oscuro di Robert Ervin Howard e dello stesso Lovecraft, fino alle sconfinate immensità create dalla matita di Alex Raymond. Niente di nuovo, per carità, ma essendo un esordio di una band italiana, giovane e piena di ottime idee e buona tecnica, va assolutamente supportato e diffuso tra gli amanti del genere. Un ascolto lo meritano sicuramente.

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