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Il terzo album dei Desert convince pienamente Il terzo album dei Desert convince pienamente Hot

Il terzo album dei Desert convince pienamente

recensioni

gruppo
titolo
“Fortune favors the brave”
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Fix bayonets!

2.      Sons of war

3.      Operation Thunderbolt

4.      Fortune favors the brave

5.      My black flag

6.      Hajduk’s revenge

7.      I gave you a kingdom

8.      We were soldiers

9.      Blood on the sand

10.  Symbol to believe

 

 

LINE-UP:

Alexei Raymar – Vocals
Sergei Metalheart – Guitars
Alex Zvulun - Session Guitars
Oleg Aryutkin - Keyboards
Sergei Dmitrik - Bass
Assaf Markowitz - Drums

opinioni autore

 
Il terzo album dei Desert convince pienamente 2019-08-24 15:20:28 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    24 Agosto, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quanto è importante la registrazione in un disco? Indubbiamente tantissimo. Ci sono autoproduzioni il cui ascolto diventa arduo per la scarsa qualità con cui sono realizzate ed altre che invece sono un piacere per come sono fatte e che dovrebbero essere indicate ad esempio per come si dovrebbe sempre lavorare. Fra queste ultime sicuramente possiamo annoverare “Fortune favors the brave”, terzo album degli israeliani Desert che è semplicemente stato realizzato in maniera perfetta da tale Alex Zvulun negli A.G. Studio di Tel Aviv. Un altro “biglietto da visita” importante è l’artwork ed anche in questo caso i Desert hanno fatto centro, rivolgendosi all’artista ungherese Péter Sallai (noto per lavori con Sabaton, Hammerfall, Powerwolf e Kreator, tra i tanti) che ha realizzato una copertina di gran gusto! E’ vero, ci sono voluti oltre 4 anni dal loro ultimo disco (“Never regret” del marzo 2015, già recensito su queste pagine), ma è sempre meglio fare tutto come si deve, investendo sicuramente cifre importanti, piuttosto che avere fretta e realizzare qualcosa di qualità scadente. Questo disco è composto da 10 pezzi, per poco meno di 50 minuti di durata (segno che anche il songwriting non è prolisso, ma anzi efficace e conciso); forse non tutti i brani sono all’altezza dei migliori, ma siamo comunque sempre su livelli più che accettabili, tanto che i vari ascolti che ho dato a questo disco sono sempre stati gradevoli e mai noiosi. Ma cosa suonano i Desert? Per chi non lo sapesse, la band israeliana è dedita ad un fresco power metal, con qualche tocco heavy e qualche innesto prog qua e là, senza disdegnare anche qualche passaggio di musica orientale. Per la realizzazione di questo disco, hanno anche chiamato alcuni ospiti di rilievo, come il mitico Chris Boltendahl (10 minuti di vergogna per chi non lo conosce!), nonché il grande Georg Neuhauser e Fabio D’Amore dei Serenity. Come dicevo prima, c’è qualche pezzo che è superiore agli altri, mi riferisco ad esempio alla splendida “I gave you a kingdom”, in cui c’è proprio Neuhauser a cantare ed in cui possiamo ascoltare anche qualche evidente richiamo alla musica orientale; senza offesa per il comunque valido singer Alexei Raymar, ma il confronto con il cantante dei Serenity è davvero impietoso. Ci troviamo sicuramente davanti ad una hit che da sola vale l’acquisto del cd, una di quelle canzoni che non ti stancheresti mai di ascoltare e riascoltare. Sulla stessa scia, piazzerei anche “Blood on the sand” e l’opener “Fix bayonets!”, davvero toste ed aggressive, entrambe con un ritmo molto frizzante dettato dall’ottimo batterista Assaf Markowitz. E’ comunque tutto “Fortune favors the brave” a convincere nella sua interezza e conquistare ascolto dopo ascolto; trovo davvero sorprendente che una band di valore come i Desert sia ancora costretta all’autoproduzione e non abbia un contratto con una importante label! Spero che adesso qualcuno si accorga di loro....

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