A+ A A-
 

Dopo 23 anni tornano i mitici Sacred Reich con il loro quinto album: pure fuc*ing thrash metal! Dopo 23 anni tornano i mitici Sacred Reich con il loro quinto album: pure fuc*ing thrash metal!

Dopo 23 anni tornano i mitici Sacred Reich con il loro quinto album: pure fuc*ing thrash metal!

recensioni

titolo
Awakening
etichetta
Metal Blade Records
Anno

Tracklist:

  • 1.Awakening
  • 2.Divide & Conquer
  • 3.Salvation
  • 4.Manifest Reality
  • 5.Killing Machine
  • 6.Death Valley
  • 7.R evolution
  • 8.Something to Believe

Line-up:

  • Phil Rind - Bass, Vocals
  • Wiley Arnett - Guitars
  • Dave McClain - Drums
  • Joey Radziwill - Guitars

opinioni autore

 
Dopo 23 anni tornano i mitici Sacred Reich con il loro quinto album: pure fuc*ing thrash metal! 2019-08-23 18:27:30 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    23 Agosto, 2019
Ultimo aggiornamento: 23 Agosto, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

23 anni ragazzi. Era il 1996 quando i Sacred Reich andarono in pensione con "Heal" e da allora della band non si seppe più nulla, salvo i vari live nei quali i vecchi leoni statunitensi non hanno mai perso di una pagliuzza la loro furia che vanta la tripletta "Surf Nicaragua", "Ignorance" e "The American Way". E finalmente arriviamo ad oggi, 23 agosto 2019, giorno in cui la bestia si risveglia, ironicamente direi, con il quinto full-length "Awakening".
Fresco di una nuova line-up, che vede la dipartita degli storici Greg Hall alla batteria e Jason Rainey alla chitarra e il rientro di Dave McClain alla prima e il giovanissimo e sconosciuto Joey Radziwill alla seconda, l'album si presenta esattamente per quello che è: un album dei Sacred Reich, con tutto ciò che questo comporta.

Dalle sonorità completamente votate al periodo degli anni '80-'90, quasi a voler riprendere da dove ci si era fermati, "Awakening" è la conseguenza diretta di quanto fatto di buono dal quintetto americano: fresco, graffiante, ricco di groove ed influenze varie, come siamo sempre stati abituati. Ma veniamo a noi con la classica quanto doverosa domanda di repertorio: questa quinta fatica ripaga della lunghissima attesa? In parte. Se cercate quello spirito del glorioso passato della band, potreste trovarvi con un po' di amaro in bocca ma, e forse è scontato dirlo, erano decisamente altri tempi: il thrash era agli albori, nell'aria si respiravano venti di rivoluzione musicale, c'era quella volontà di spaccare per emergere... Oggi la situazione è un'altra, a partire dalla maturità ed esperienza acquisite che, inevitabilmente, si riflettono sul nuovo lavoro, con tutti i pro e i contro. Ma non disperate, "Awakening" saprà darvi una sana dose di bordate che risentono ancora di quel sapore. Stiamo sempre parlando dei Sacred Reich, cavolo!
Vi basterà partire con l'opening omonima per capire che aria tiri qui: selvaggia, tellurica e dal forte impatto, si presenta a gamba tesa nella testa dell'ascoltatore. Bellissima, graffiante e ruggente, la voce di Phil Rind manda a quel paese i 23 anni passati, seppur attestandosi su frequenze più basse - ma prendete con le pinze quello che ho appena detto, ascoltare per credere!-. A seguire ecco che arriva la martellante "Divide & Conquer", supportata dalla doppia cassa del buon McClain e dal velenoso assolo di Wiley. E Poteva mancare anche un tributo ai fan di vecchia data? Certo che no; e a omaggiare noi amanti degli anni '80 ci pensa la micidiale “Manifest Reality”, a cominciare dall'intro che non poteva suonare più old school di così. Ma ecco che giunge il riffone portante, granitico e incazzatissimo, nel quale Wiley non lascia più scampo a nessuno e la sua ascia spacca tutto quello che si trova davanti. La traccia migliore di tutto il disco, punto e basta! Un attimo di "respiro" dopo i calci sui denti appena ricevuti, ce lo danno "Killing Machine", con il suo ritornello melodico e catchy, e "Death Valley", totalmente imbevuta di hevy metal ed hard rock suonati a mestiere. Un buon modo per spezzare, anche perché a seguire c'è la punkettona "Revolution che in live farà schizzare le ossa nel pit. La mazzata finale prima della semi ballad "Someting To Believe" che chiude l'album. Una conclusione perfetta, amabile ma rocciosa al contempo, nella quale il buon Rind dà pieno sfogo alla sua estensione vocale, mostrandosi ancora una volta all'altezza del ruolo, pieno di energia ed in forma smagliante.

A conti fatti possiamo dire che "Awakening" riesce a mettere tutti d'accordo con un buon compromesso tra il vecchio e il nuovo. Certamente, come detto all'inizio, non stiamo parlando del capolavoro dei Sacred Reich, ma lo definirei più un ritorno con classe, quel "permesso, siamo sempre noi, possiamo entrare?" per intenderci. Unico difetto, così tagliamo la testa al toro? Avrei preferito un paio di tracce in più: mezz'ora di album con otto brani è leggermente esigua e un po' quel senso di inappagato lo lascia.
Scontato dirvi che l'ascolto è obbligatorio. Buon Thrash a tutti e bentornati Sacred Reich!

Trovi utile questa opinione? 
10
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Ottavo album per gli Ereb Altor, sempre nel nome di Quorthon
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Una nuova label ed una nuova formazione sembrano aver fatto bene ai finlandesi Urn
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Quinto album per i nipponici Coffins ed il loro Doom/Death a 360°
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Mysterizer, heavy metal potente e grintoso ma poco incisivoI
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Che hard rock in questo progetto solista di Duane Morano!
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Driving Force, dedizione tanta, sostanza un po' meno
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Esordio per i Song Of Anhubis: quando il non investire ha le sue conseguenze!
Valutazione Autore
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dialith, non la solita female fronted symphonic metal band!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Kairos: classico heavy metal dalla Svezia
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Troppo generici e standard i nostrani Bonded By Hate
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Che sorpresa i Mighty Thor!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla