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Dai tedesco-olandesi Burial Remains un buon disco per i fans della vecchia scuola svedese Dai tedesco-olandesi Burial Remains un buon disco per i fans della vecchia scuola svedese Hot

Dai tedesco-olandesi Burial Remains un buon disco per i fans della vecchia scuola svedese

recensioni

titolo
Trinity of Deception
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: Olanda/Germania 

GENERE: Death Metal 

FFO: Grave, Dismember, Paganizer, Entombed 

LINE UP: 
Sven - vocals 
Wim - guitars 
Philippus - guitars, bass 
Danny - drums 

TRACKLIST: 
1. Crucifixion on the Vanquished [03:41] 
2. They Crawl [03:00] 
3. Trinity of Deception [03:06] 
4. March of the Undead [03:25] 
5. Burn With Me (ft. Ralf Hauber from Heads for the Dead) [04:00] 
6. Days of Dread [05:21] 
7. Tormentor [02:38] 

opinioni autore

 
Dai tedesco-olandesi Burial Remains un buon disco per i fans della vecchia scuola svedese 2019-07-15 16:32:20 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    15 Luglio, 2019
Ultimo aggiornamento: 15 Luglio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Debuttano direttamente con un album i tedesco-olandesi Burial Remains, death metallers editi da Transcending Obscurity Records che vantano in formazione musicisti non propriamente di primo pelo, un esempio su tutti Sven Gross dei Fleshcrawl alla voce. Con un sound che prende a piene mani dall'old school svedese, i Burial Remains in 25 minuti scarsi riescono a mettere sul piatto un album che di certo non andrà a brillare per innovazione - e vorrei ben vedere -, ma va comunque ad inserirsi tra le più interessanti uscite per quanto riguarda questa frangia specifica del Death Metal. Il sound e la produzione sono quanto mai novantiane: chitarre pesanti quanto taglienti, potenti passaggi Death che s'intersecano con accelerazioni tipicamente Death'n'Roll, una sezione ritmica sempre 'sul pezzo' (e che a mio avviso dà il meglio quando la velocità si fa vertiginosa) ed a chiudere tutto le growlin' vocals di Sven: i Burial Remains fanno tutto a modo, andando a richiamare le sonorità rese celebri un ventennio fa o giù di lì da leggende del genere come Grave (la band che probabilmente maggiormente influenza i Nostri), Dismember ed Entombed. La durata esigua inoltre conferisce a "Trinity of Deception" ulteriore velocità: non c'è il minimo rischio d'incappare in episodi filler, ma anzi ci troviamo dinanzi ad un disco che fa dell'immediatezza il proprio principale cardine.
Pur non inventando assolutamente nulla di nuovo, come avrete facilmente capito, i Burial Remains debuttano con un disco che semplicemente funziona; i brani sono tesi e nervosi, la prestazione della band la si può definire tranquillamente più che buona ed i sette pezzi che compongono "Trinity of Deception" non subiscono il minimo calo, seppur magari si può dire abbiano giusto un paio di picchi verso l'altro con "Days of Dread" e "They Crawl". Per gli amanti della vecchia scuola Swedish, comunque, il debut album dei Burial Remains potrà senz'altro trovare facilmente favori.

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