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Opeth ed Agalloch (e non solo) s'incontrano nel grandioso operato degli Atlas Entity Opeth ed Agalloch (e non solo) s'incontrano nel grandioso operato degli Atlas Entity Hot

Opeth ed Agalloch (e non solo) s'incontrano nel grandioso operato degli Atlas Entity

recensioni

titolo
Beneath the Cosmic Silence
etichetta
self-released
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Progressive Death Metal 

FFO: (early) Opeth, Amorphis, (late) Death, Falls of Rauros, Agalloch 

LINE UP: 
Alex Gallegos - vocals, guitars, bass, keyboards 
Sam Paulicelli - drums 

TRACKLIST: 
1. Adorned in Red [03:38] 
2. In the Shadow of the Mountain pt.1 [06:08] 
3. In the Shadow of the Mountain pt.2 [05:19] 
4. Murmurs of Dissent [05:27] 
5. Visions of Gold [05:25] 
6. Windswept [03:28] 
7. Scorned by the Snow [04:52] 
8. Celestial Noise [07:21] 

Running time: 41:38 

opinioni autore

 
Opeth ed Agalloch (e non solo) s'incontrano nel grandioso operato degli Atlas Entity 2019-06-16 14:30:15 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    16 Giugno, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo un EP rilasciato nel 2015 arrivano alla pubblicazione del primo lavoro su lunga distanza con questo "Beneath the Cosmic Silence" gli Atlas Entity, band statunitense nato come solo project del cantante e polistrumentista Alex Gallegos, a cui si unisce in quest'opera il drummer dei Decrepit Birth, Sam Paulicelli. Coadiuvato da un ottimo batterista, Gallegos dà sfogo alla sua creatività con un disco che sa ammaliare, ipnotizzare e financo sorprendere; questo perché non siamo davanti ad un album Progressive Death tout court: il filone seguito è certo questo, con gli Opeth del periodo "My Arms, Your Hearse" come influenza principale, ma è possibile trovarne altre nelle intricate trame che compongono questo lavoro, dal Prog estremo di Ihsahn, alle melodie epiche ed atmosferiche del Black di Falls of Rauros ed Agalloch, con il tutto che può essere riassunto dalle due parti di "In the Shadow of the Mountain", vero e proprio manifesto del sound e delle intenzioni di Gallegos con questo suo progetto... è tutto perfettamente concentrato in queste due tracce. Ma non che il resto dell'album sia da meno, anche la lunga intro strumentale "Adorned in Red" che serve agli Atlas Entity per riscaldarsi prima di scendere in campo per lasciare il segno brano dopo brano. Atmosfere oniriche che vengono braccate da sfuriate blackeggianti, lunghi passaggi opethiani, un lavoro di composizione ed esecuzione che non lascia spazio al benché minimo calo, un sapiente uso di clean, screamin' e growlin' vocals: nei 40 minuti circa di "Beneath the Cosmic Silence" non sono riuscito a trovare nulla che potesse inficiare anche solo minimamente il risultato finale.
Il voto parla da sé, così come le parole spese sinora: adesso sta a voi procurarvi questo lavoro che diventa immediatamente un serio candidato a grande sorpresa dell'anno insieme al lavoro dei cileni Target. Resta solo una domanda da porsi e a cui sembra difficile dare una risposta: cosa diamine ci fanno gli Atlas Entity senza un contratto?!?

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