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Nonostante influenze fin troppo palesi, i Gravefields se ne escono con una buonissima release Nonostante influenze fin troppo palesi, i Gravefields se ne escono con una buonissima release Nuovo

Nonostante influenze fin troppo palesi, i Gravefields se ne escono con una buonissima release

recensioni

titolo
Embrace the Void
etichetta
Redefining Darkness Records
Anno

PROVENIENZA: Irlanda / Francia 

GENERE: Blackened Death Metal 

FFO: Nile, 1914, Misery Index, Behemoth 

LINE UP: 
DM - vocals 
Alan Hurley - all instruments 

TRACKLIST: 
1. Psychoactive Rites [05:37] 
2. Sulphur Injection [05:43] 
3. Chemical Rampage [05:34] 
4. Mind Leech [06:12] 
5. Voices Above [04:43] 
6. The Devil's Breath [05:16] 
7. Psychonauts Inferno [04:31] 
8. Narcotc Warfare [05:14] 
9. Void [06:50] 

Running time: 49:40 

opinioni autore

 
Nonostante influenze fin troppo palesi, i Gravefields se ne escono con una buonissima release 2019-06-12 14:40:08 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    12 Giugno, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Precedentemente conosciuti come Dirtyprotest - monicker col quale hanno pubblicato nel 2017 l'album "Hellstorm" -, cambiano nome all'inizio di quest'anno i franco-irlandesi Gravefields, duo Blackened Death composto dal cantante francese DM e dal polistrumentista irlandese Alan Hurley che debutta in questa nuova incarnazione con l'album "Embrace the Void", licenziato da Redefining Darkness Records. E' uno stile abbastanza vario quello che ci propongono i Nostri, in cui sono facilmente riscontrabili varie influenze che spaziano soprattutto, a mio avviso, tra Nile, Behemoth e 1914; è proprio alla sorprendente band ucraina, infatti, che si guarda ascoltando l'opener "Psychoactive Rites", un brano in cui un'aura Blackened Doom ha il sopravvento, mentre si entra in territori più prettamente Death con lo scorrere della tracklist, tra la tecnica e le atmosfere quasi catacombali à la Nile, sfuriate in stile Behemoth e passaggi che rammentano i Misery Index degli ultimi lavori. Il risultato finale è che probabilmente abbiamo tra le mani la più interessante produzione arrivataci fino ad ora dalla label statunitense, un album composto da nove brani tutti qualitativamente di elevata fattura ed in cui non si denota il minimo calo della tensione, tanto che è con una certa fatica che si riesce ad assegnare a "Chemical Rampage" e "Mind Leech" la palma di migliori brani del lotto. E di questo va dato merito ai due artisti, capaci di darci in pasto un disco che, nonostante le influenze fin troppo palesi che riusciamo a notare, riesce a tenere sempre alta l'attenzione dell'ascoltatore: i Gravefields sanno bene quando spingere sull'acceleratore e quando dare melodie atmosferiche che consentono ai pezzi di avere una maggiore ariosità.
Magari ai Gravefields manca ancora quel tocco che sia del tutto personale, ma il voto alto al netto di questo che potremmo definire un piccolo difetto può farvi facilmente intuire la bontà di quest'opera. "Embrace the Void" è uno di quegli album a cui consiglio di dare una chance, con la sicurezza che ne risultereste felicemente sorpresi. Buona prova insomma per i Gravefields, da cui è lecito aspettarsi un'ulteriore crescita in futuro.

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