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Dopo 5 anni, il ritorno dei perugini Hellraiser Dopo 5 anni, il ritorno dei perugini Hellraiser

Dopo 5 anni, il ritorno dei perugini Hellraiser

recensioni

titolo
"Heritage"
etichetta
Underground Symphony Records
Anno

 

TRACKLIST:

1-Heritage

2-Plagues of the north

3-Ritual of the stars

4-Fairy veil

5-Mother Holle

6-Preludio

7-Delvcaem

8-Balance of the universe

9-Voice in the wind

10-Zephyr’s palace

11-Lady in white

 

 

LINE-UP:

Cesare Capaccioni – Vocals

Michele Brozzi – Guitars

Marco Tanzi – Guitars

Francesco Foti – Bass

Riccardo Perugini - Drums

opinioni autore

 
Dopo 5 anni, il ritorno dei perugini Hellraiser 2019-06-10 15:46:45 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    10 Giugno, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Con il nome “Hellraiser” esistono o sono esistite numerose bands al mondo; oggi parleremo dei nostri connazionali (dall’Umbria) che, con questo “Heritage”, uscito a maggio per Underground Symphony, tagliano il traguardo del secondo album. Il gruppo umbro è attivo addirittura dal 2000, ma rilascia il proprio primo album (“Revenge of the phoenix”) solamente nel 2014, per poi realizzare questo secondo lavoro, composto da 9 pezzi, cui si aggiungono due brevi intro (la title-track in apertura e la sesta traccia “Preludio”). Il genere suonato dagli Hellraiser è un heavy dalle forti tinte power, bello robusto e ricco di energia. Lo strumento principale del sound sono le due chitarre di Marco Tanzi e Michele Brozzi che ricamano assoli di gran gusto ed in quantità. La new-entry Francesco Foti al basso si distingue in sottofondo per un oscuro lavoro di sostegno, mentre la batteria di Rick Perugini va spesso su ritmiche molto veloci, anche se non mi ha convinto il suono del rullante, troppo secco. C’è poi la voce acuta di Cesare Capaccioni che ci sta bene per il genere suonato e che spesso dimostra di essere a proprio agio anche su parti più grintose ed aggressive, ma anche su parti più calde, come nella splendida “Voice in the wind”, forse il pezzo migliore del disco. Ho ascoltato più e più volte questo disco, sempre più che gradevolmente, anche se ci sono alcuni brani che funzionano meno di altri (specie nella parte centrale del lavoro, con “Mother Holle” e “Delvcaem”, forse un po’ troppo ripetitive); mi è sembrato, infatti, che la band, a parte la già citata “Voice in the wind”, si trovi maggiormente a proprio agio quando il batterista pesta sull’acceleratore ed il ritmo diventa più sostenuto. Tutto sommato, questo “Heritage” degli Hellraiser non passerà alla storia della musica metal, ma è un buon esempio di heavy/power che sicuramente potrà andare incontro ai favori di chi ascolta queste particolari sonorità; c’è di meglio in giro? Indubbiamente, ma c’è anche molto, ma molto altro di decisamente peggiore....

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