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Metal melodico dalle tinte power/prog in questo secondo album degli Hidden Lapse. Metal melodico dalle tinte power/prog in questo secondo album degli Hidden Lapse. Hot

Metal melodico dalle tinte power/prog in questo secondo album degli Hidden Lapse.

recensioni

titolo
Butterflies
etichetta
Rockshots Records
Anno

Tracklist:

1. Dead Jester

2. Third

3. The Letter 0

4. Stone Mask

5. Glitchers

6. Grim Poet

7. Sleeping Beauty Syndrome

8. Cruel Enigma

9. Dust

10. Silent Sacrifice (rearmed) / CD Bonus Track

 

Line-up:

Alessia Marchigiani - Vocals

Marco Ricco - Guitars, Vocals

Romina Pantanetti - Bass

Alessio Monacelli - Drums

opinioni autore

 
Metal melodico dalle tinte power/prog in questo secondo album degli Hidden Lapse. 2019-06-05 10:45:56 Virgilio
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Virgilio    05 Giugno, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Hidden Lapse avevano esordito un paio di anni fa con l'album "Redemption", al quale segue adesso questo nuovo lavoro, intitolato "Butterflies". Da quanto abbiamo interpretato, non si tratterebbe di un concept vero e proprio, ma la varie canzoni sarebbero comunque legate da un fil rouge, raccontando storie di effimere esistenze di gente comune, che magari avremmo potuto anche conoscere nella vita di tutti i giorni. Il loro stile è un metal melodico dalle tinte power/prog, che, stavolta, molto più rispetto al primo lavoro, ci ha fatto pensare sin dai primi ascolti ai Labyrinth, per quanto poi le influenze degli Hidden Lapse siano anche altre (tra queste potremmo citare ad esempio Evergrey e Delain). Il disco presenta una tracklist senz'altro valida e di buona fattura, per quanto, ad essere sinceri, non ci sembra che la band abbia ancora compiuto quel salto di qualità che ci saremmo aspettati dopo il primo disco. Tra gli highlights dell'album citiamo senz'altro "Dead Jester", un'opener dal buon impatto dotata di un bel refrain; la raffinata "Stone Mask"; "Glitchers", dove si ritrova un vero e proprio duetto tra Alessia Marchigiani e il chitarrista Marco Ricco (mentre in genere quest'ultimo si limita perlopiù a cantare seconde voci); qualcosa del genere si riscontra anche in "Sleeping Beauty Syndrome", brano che presenta una bella cavalcata iniziale, seguita da un approccio tendenzialmente più aggressivo, che sfocia comunque in un ritornello arioso e coinvolgente; infine, "Cruel enigma" è una traccia malinconica, dalle venature prog, ancora una volta caratterizzata da un bel refrain. A nostro avviso la band risulta più interessante proprio quando cerca soluzioni più particolari, come avviene in un brano come quello da ultimo citato, mentre appare più prevedibile quando si cimenta in tracce comunque valide ma più dirette come "Third" o "Letter O". Disco nel complesso gradevole, che merita di avere la sua chance.

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