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March against the tides, un nuovo progetto dalla Norvegia March against the tides, un nuovo progetto dalla Norvegia

March against the tides, un nuovo progetto dalla Norvegia

recensioni

titolo
“From a realm turned scorned”
etichetta
CD Baby
Anno

 

 

TRACKLIST:

1: See how it tries

2: Use generations like yours

3: Care until next time

4: Know I know everything

5: Maybe I'll never go easy

6: Your ever loved lost soul

7: Again tomorrow

8 See our moment end

9 Some can hold life on no ground

 

 

LINE-UP:

Mattias Johansson: Everything

opinioni autore

 
March against the tides, un nuovo progetto dalla Norvegia 2019-05-19 17:41:28 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    19 Mag, 2019
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Dietro il nome March against the tides si cela il talentuoso polistrumentista norvegese Mattias Johansson che si è occupato di tutto quanto in questo disco d’esordio, tutti gli strumenti (con ottimi risultati) e persino la voce (anche se con esiti meno esaltanti). Il progetto vede la luce nell’ottobre del 2018, durante una sessione di registrazione con un’altra band; da allora Johansson inizia a preparare i vari pezzi per arrivare a registrare e pubblicare il full-lenght, al momento purtroppo solo in digitale e non su supporto “fisico”. Nella presentazione, si parla di influenze di Megadeth, Van Halen, Def Leppard e Dragonforce; probabilmente si tratta delle bands preferite dal musicista, perchè in quanto ascoltato non c’è traccia né del thrash dei Megadeth, né dell’hard rock di Van Halen e Def Leppard. Qui c’è solo power metal iper-veloce alla Dragonforce, con assoli di chitarra al fulmicotone e batteria lanciata a velocità elevate. Se quindi cercate originalità a tutti i costi, sappiate che qui non ne troverete mai, perchè Johansson ha deciso di suonare solo e soltanto la musica che ama, senza badare alle mode o al fatto che già tanti altri hanno suonato questa musica prima di lui. Se invece non badate a tali dettagli, questo “From a realm turned scorned”, composto da 9 tracce, potrà anche piacervi, dato che in fin dei conti è anche abbastanza godibile. Vi sono dei difettucci che vanno però rimarcati; in primis, come detto, Johansson sarà anche un musicista dalla tecnica sopraffina, ma altrettanto non si può dire come cantante, dove la sua prestazione rasenta la sufficienza e nulla di più, anche perchè madre natura non l’ha dotato di un’ugola particolarmente acuta o potente (come invece richiede questo genere musicale). Altro particolare che non mi ha convinto è la lunghezza eccessiva dei pezzi (il disco dura ben oltre un’ora); molto probabilmente il nostro Mattias si è lasciato prendere la mano ed ha dato sfogo a tutta la sua voglia di suonare e di esibire le sue capacità, perdendo un po’ di vista la funzionalità dei singoli componimenti e le strutture dei brani. Un po’ più di attenzione al songwriting, per evitare di sembrare prolisso, in futuro sarà dunque necessaria. Non sarebbe male anche dedicare un po’ di attenzione all’artwork (alquanto scadente), in modo da avere anche un biglietto di presentazione migliore. Spero che questo progetto denominato March against the tides possa avere un futuro, perchè quanto ascoltato in questo debut intitolato “From a realm turned scorned” non è niente male; basterà trovare un cantante valido ed evitare qualche ingenuità per fare ancora meglio di così; per il momento, ampia sufficienza meritata.

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