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Una piccola perla dal panorama Deathcore tedesco: i Mental Cruelty e la loro seconda nuova fatica Una piccola perla dal panorama Deathcore tedesco: i Mental Cruelty e la loro seconda nuova fatica

Una piccola perla dal panorama Deathcore tedesco: i Mental Cruelty e la loro seconda nuova fatica

recensioni

titolo
Inferis
etichetta
Unique Leader Records
Anno

Tracklist:

  • Inferis
  • Planet of Misery
  • Blood Altar
  • Tormentum
  • Priest of Damnation
  • Mundus Vult Decipi
  • Cosmic Indifference
  • Godhunt
  • Human Evisceration
  • Monocerotis
Line-up:
  • Lucca Schmerler - Vocals
  • Marvin Kessler - Guitars
  • Dennis Passmann  - Guitars
  • Viktor Dick - Bass
  • Kevin Popescu - Drums

opinioni autore

 
Una piccola perla dal panorama Deathcore tedesco: i Mental Cruelty e la loro seconda nuova fatica 2019-05-19 16:59:18 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    19 Mag, 2019
Ultimo aggiornamento: 19 Mag, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Finalmente la rivalsa del deathcore! Finalmente un ritorno alle sonorità marce e pesanti vicine al death moderno! Oggi siamo in Germania con i Mental Cruelty ed il loro secondo album, "Inferis".
Malato, crudele, macabro e micidiale, questa creaturina firmata Unique Leader Records è la risposta a coloro che cercano un prodotto che si discosti dai canoni classici del genere: fortemente influenzato dal brutal alla Cannibal Corpse e Six Feet Under e dalla pesantezza dello slam death, "Inferis" riesce a tirare fuori una cattiveria disumana e bestiale.
Già dalle prime note di "Planet Of Misery" si capisce che qui non si scherza ma si mena da inizio a fine. Blastata a dovere, tirata dalla doppia cassa Kevin, appesantita da un songwriting che non lascia spazio ad un singolo respiro ed impreziosita dalla performance canora di Lucca a dir poco perfetta, la traccia funge da apripista ad una vera e propria mattanza.
Da citare la brutale "Mundus Vult Decipi" che trasuda Cannibal Corpse da tutti i pori: un esempio perfetto di cosa voglia dire acquisire l'esperienza di una band che un genere l'ha praticamente fondato e farla propria. Da qui la particolarità del Deathcore dei Mental Cruelty: l'aver preso a calci in quel posto i canoni classici del genere in favore di un sound tutto loro che riesce a spaventare, ad inorridire quasi. Sono queste le band su cui puntare e dal quale il genere dovrebbe ripartire. Se prendiamo le macchine sforna-soldi come i Suicide Silence -da me amati fino al 2011-, ci renderemmo subito conto della svolta ruffiana che hanno avuto nei confronti del pubblico in nome del dio denaro. Il risultato di tutto ciò? Una condanna a spada tratta del deathcore, tacciato di essere un genere per bimbi in preda agli ormoni. Perciò, quando ascolto band come i Mental Cruelty -o come una qualsiasi realtà che non sia sotto le mirabolanti luci dei riflettori della roba commerciale per fare soldi- la mia speranza torna. In "Inferis" c'è un continuo osare con delle sonorità che incutono paura ("Cosmic Indifference" o "God Hunt" ne sono l'esempio lampante), dei riff affatto scontati e ben arzigogolati che riempiono senza risultare stucchevoli, una performance canora che ci delizia con un growl cavernoso e gutturale -ci sento molto l'influenza di Phill Bozeman dei Whitechapel-, uno scream acido e corrosivo e un pig squeal che ti fa sentire all'interno di film horror/splatter.
Tutto fila come dovrebbe, nonostante il leggero senso di monotonia percepibile in qualche traccia, ma è un neo su un corpo ben modellato. Ottimo lavoro ragazzi e un centro pieno per la Unique Leader Records!

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