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Allagash, che peccato! Allagash, che peccato! Hot

Allagash, che peccato!

recensioni

gruppo
titolo
"Cryptic visions"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Take warning

2.      Beware the light

3.      Evil intent

4.      Strange metal

5.      From the dark

6.      Under watchful skies

7.      Privacy invaders

8.      Eagle lake

 

 

LINE-UP:

The Sumerian – Guitars

Mooncrawler – Vocals

Entity – Drums

Sol – Guitars

Hawk Emblem – Bass

opinioni autore

 
Allagash, che peccato! 2019-05-18 17:12:10 Ninni Cangiano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    18 Mag, 2019
Ultimo aggiornamento: 19 Mag, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Allagash nascono nel 2015 per iniziativa di tre amici, due dei quali (il chitarrista The Sumerian ed il cantante Mooncrawler) sono ancora nella band. L’idea iniziale era quella di creare un gruppo per parlare di tematiche particolari come incontri alieni e misteri irrisolti. Nasce così il primo disco omonimo, uscito nel 2016, a cui ha fatto seguito un EP l’anno scorso e questo secondo full-lenght autoprodotto, dal titolo “Cryptic visions”, composto da 7 pezzi, cui si aggiunge la solita inutile intro, che forse avrà un senso ai fini del concept, ma che musicalmente parlando non serve davvero a niente. La musica della band è un roccioso heavy metal, con qualche spruzzata thrash, dal sound anche abbastanza moderno ed una registrazione che, tenendo sempre a mente che si tratta di un’autoproduzione (quindi con limitato budget economico), è anche accettabile, nonostante metta forse troppo in risalto la voce. Ecco, la voce... capisco che il cantante è tra i fondatori del gruppo, ma deve rendersi conto che la sua prestazione è parecchio monotona e priva di espressione e mordente. Sembra una copia mal riuscita di un Lemmy (R.I.P.!) sfiatato e senza grinta. Mi dispiace evidenziarlo, ma è proprio la prestazione del cantante a rovinare le sorti di questo disco che, invece, dal punto di vista musicale, si lascia ascoltare molto gradevolmente e mette in mostra delle buone prestazioni dei singoli musicisti, nonché qualche idea che potrebbe essere approfondita ulteriormente per il futuro. Mi riferisco, in tal senso, al brano “From the dark” che strizza l’occhio ai Running Wild ed al pirate metal in generale, per via del ritmo e del riffing delle chitarre, ma anche alla lunga conclusiva “Eagle lake” che, essendo interamente strumentale (a parte qualche frase sussurrata ogni tanto), non è rovinata dal cantante. Ho ascoltato più volte questo disco, sperando di ricredermi sulla prestazione canora, ma ogni volta rimanevo colpito in positivo dalle parti strumentali e puntualmente mi cadevano le braccia quando si iniziava a cantare.... Con un singer decente questo “Cryptic visions” degli Allagash sarebbe stato decisamente valido ed interessante, a questa maniera purtroppo non è in grado di strappare nemmeno la sufficienza.

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