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Dopo oltre una decade di carriera gli Archaic Decapitator cambiano stile. E la scelta si rivela vincente Dopo oltre una decade di carriera gli Archaic Decapitator cambiano stile. E la scelta si rivela vincente Hot

Dopo oltre una decade di carriera gli Archaic Decapitator cambiano stile. E la scelta si rivela vincente

recensioni

titolo
The Apothecary
etichetta
self-released
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Melodic Death Metal 

FFO: The Black Dahlia Murder, Dark Tranquillity, Insomnium, Kalmah, Old Man's Child 

LINE UP: 
Kyle Quintin - vocals 
Yegor Savonin - guitars 
Chris Ridley - guitars 
Craig Breitspreacher - bass, backing vocals 
Gary Marotta - drums 

TRACKLIST: 
1. Circadian Promise [00:43] 
2. Skyward [04:32] 
3. Cruelty of the Host Star [03:46] 
4. Dimishing Returns [06:57] 
5. The Apothecary [07:10] 

Running time: 23:08 

opinioni autore

 
Dopo oltre una decade di carriera gli Archaic Decapitator cambiano stile. E la scelta si rivela vincente 2019-05-01 14:41:41 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    01 Mag, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli statunitensi Archaic Decapitator possono essere considerati tutto sommato dei veterani dell'underground a stelle e strisce, essendo attivi dal 2007; l'EP qui in esame, "The Apothecary" è difatti il quinto lavoro in studio per la band del Connecticut dopo un demo del 2009, un album del 2011 ("Impalement Ceremonies") e due EP nel 2015 ("The Catherine Wheel") e nel 2016 ("Light of a Different Sun", in cui come batterista session possiamo trovare l'ex-Dying Fetus Kevin Talley). Cosa ben strana è che tutte le cinque uscite degli Archaic Decapitator sono state autoprodotte dal gruppo, cosa che, per quanto possiamo ascoltare già solo in questo lavoro, fa abbastanza strano. "The Apothecary" segna comunque anche un passo importante per i Nostri, che nell'intervallo tra questo lavoro ed il precedente oltre ad inserire in formazione due nuovi innesti, il batterista Gary Marotta ed il chitarrista Chris Ridley, hanno anche cambiato la propria proposta sonora, passando dal Death Metal dei primi quattro lavori al Melodic Death di quest'ultima release. Ho ascoltato qua e là qualcosa dei vecchi lavori degli Archaic Decapitator e posso dirvi che questa nuova direzione stilistica sembra giovare ai nostri. Già grazie all'esperienza accumulata insieme dai restanti tre musicisti coinvolti nel gruppo si può notare una notevole unione d'intenti ed un ottimo affiatamento, cosa che si riversa nelle quattro tracce che compongono "The Apothecary" (a cui si unisce l'intro "Circadian Promise"). Non soffrono insomma il cambio di sound, ma anzi riescono ad essere probabilmente anche più interessanti rispetto al passato, grazie a sonorità che incontrano la bordate tecniche dei The Black Dahlia Murder, le melodiche atmosfere di Dark Tranquillity ed Insomnium (sentite la parte centrale di "Skyward" o il refrain della title-track) come anche gli inserti sinfonici dei Kalmah o la tagliente ferocia Black/Death degli Old Man's Child: non a caso tutti gruppi che abbiamo citato nelle info qui sopra. E ci vuole tanta personalità, a mio avviso, per riuscire ad unire in maniera così fluida stili che hanno sì diverse similitudini, ma anche tante diversità: le già citate "Skyward" e "The Apothecary" sono il perfetto esempio dell'elevata capacità di scrittura degli Archaic Decapitator: melodia, orchestrazioni, violenza, un certo groove ed una tecnica da non sottovalutare per nulla. Grazie all'unione di questi ingredienti i poco più di 20 minuti di questo lavoro scorrono via molto piacevolmente, tenendo l'attenzione dell'ascoltatore sempre alta.
Un lavoro, questo "The Apothecary" che ci sentiamo di promuovere, anche se adesso aspettiamo gli Archaic Decapitator al varco con questo loro nuovo sound su un lavoro dalla più lunga distanza. E possibilmente con un'etichetta: cosa diamine ci fa un gruppo simile senza contratto?

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