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Dal freddo della Siberia ritornano i Last Wail Dal freddo della Siberia ritornano i Last Wail

Dal freddo della Siberia ritornano i Last Wail

recensioni

gruppo
titolo
Forgotten
etichetta
Stygian Crypt Productions
Anno

PROVENIENZA: Russia

GENERE: Folk/Melodic Death Metal

LINE UP:

Kirill "Freyr" Klyat - Compositore/ Chitarra
Alexey Ditz - Basso
Sergey Melnikov - Chitarra
Alina "Alien" Eliseeva - Voce
Ilya Simonov - Voce
Sergey Kurshakov - Batteria
Alexandra Bogdanova - Tastiera
Roman Dubrovin - Batteria

TRACKLIST:

1. Valeria Storm
2. Runes
3. Woodcutter
4. Kill Them All
5. Undying
6. Walking Bird
7. Moonlight
8. DragonSlayer
9. The Enemy
10. One More Hero
11. I Hear Your Summons
12. Three Axes
13. Fallen Mountain

opinioni autore

 
Dal freddo della Siberia ritornano i Last Wail 2019-04-22 09:49:43 Marianna
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Marianna    22 Aprile, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Si era già occupato un paio di volte dei Last Wail, il mio collega Corrado Franceschini, dandone un giudizio positivo.
Uscito il 1 Aprile del 2019, Forgotten è un buon album ma senza nulla di eclatante, che ben sa equilibrare Folk e Melodic Death Metal.

Il disco si apre con la melodiosa e quasi cavalleresca “Valeria Storm” che ben presto, come ci fa presagire il suo stesso nome, muta in una tempesta di riffs e potente Growl. La voce di Alina “Alien” Eliseeva, non ha nulla da invidiare a quella di tanti uomini cantanti del medesimo genere; profonda, rabbiosa e che lascia esterrefatti. Un pezzo ben sostenuto, soprattutto grazie al contributo delle tastiere, peccato per il finale “tronco”; non si poteva avere una chiusa migliore? Sembra che la registrazione si interrompa da un momento all'altro. “Kill Them All”, al contrario, ha un carattere più Symphonic che Folk in cui, però, la verve Death la fa da padrona. Diciamo che le tredici tracce si assomigliano un po' tutte tra loro, dobbiamo arrivare alla posizione nove con “The Enemy”, per trovare sonorità un po' più diverse. Una canzone dove la chitarra è la vera protagonista, toni bellicosi e flauto in sottofondo che spezza il clima duro e cupo. Piacevole sono anche i due intermezzi acustici in “One More Hero”, i quali si rivelano piccole novità (poco sfruttate) rispetto al solito sound propostoci dalla band. Altro pezzo (sul finale dell'album) che merita attenzione è l'instrumental “I Hear Your Summons”, dove i Last Wail dimostrano le loro abilità tecniche uscendo fuori dalla solita routine musicale.

Forgotten merita un giudizio positivo, sebbene come disco non sia nulla di speciale ed assomiglia a tanti altri già ascoltati ed in circolazione. La band manca di “innovazione” o, per meglio dire, di più spinta nell'osare, sebbene nelle varie parentesi acustiche abbia mostrato ottime capacità. I testi parlano del guerriero che è in ognuno di noi, pronto ad affrontare qualunque sfida; uno stereotipo che permette all'ascoltatore di immedesimarsi a pieno nella musica e nei testi Nonostante l'album sia uscito quest'anno, apprendiamo che per vederli live si dovrà aspettare fino al 2021! Una mossa davvero insolita e che non lascia presagire buone cose in casa Last Wail.
Speriamo che dalla Siberia giungano presto in Europa, siamo curiosi di vederli dal vivo.

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