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Una mazzata su i denti firmata Violentor Una mazzata su i denti firmata Violentor Hot

Una mazzata su i denti firmata Violentor

recensioni

gruppo
titolo
Putrid Stench
etichetta
Inferno Records
Anno

PROVENIENZA: Italia

GENERE: Thrash Metal

LINE UP:

Alessio Medici - Chitarra/ Voce
Riccardo Orsi - Basso
Iago Bruchi - Batteria

TRACKLIST:

1. The Escalation
2. Butcher The Holy Swine
3. Burning Rage
4. Pray To Die
5. Hunter Of The Anorexis
6. Caustic Cutting
7. Putrid Stench
8. Scum Of Society
9. Destroy The Enemies

opinioni autore

 
Una mazzata su i denti firmata Violentor 2019-04-22 08:48:19 Marianna
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Marianna    22 Aprile, 2019
Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 2019
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Tornano sulle scene i Violentor, storica band toscana, nata nel 2004 e dalla proficua discografia. Putrid Stench esce il 1 Maggio di quest'anno via INFERNÖ Records; nove tracce rabbiose che li riconfermano tra il gruppo più “selvaggio” e fuori dagli schemi dell'underground italiano.

Il disco si apre con “The Escalation”: un inizio dai toni “rabbiosi” e dalla forte impronta Thrash Metal; velocità ed un ritornello semplice e diretto, lo rendono un brano perfetto per iniziare. La seguente “Butcher The Holy Swine”, il cui incipit è scandito dal suono delle campane, muta rapidamente i toni, “spiazzandoci” come un pugno in faccia. Colpiscono la precisione e la forza esecutiva dei Nostri che, immaginariamente, sembrano non “prender mai fiato”, rigettando sul pubblico una carica di violenza inaudita. Uno dei pezzi che spiccano nella tracklist è “Pray To Die”, una vera e propria invocazione fatta di rabbia viscerale, urlata in modo accorato da Alessio Medici. Una voce inconfondibile per la sua “forza distruttiva” e connotata da un recondito spirito di denuncia sociale; la risata malefica posta nella traccia sopra citata, rende bene tale concetto. In chiusura di questa, troviamo un breve stralcio della deposizione che Lorenzo Nesi rese contro Mario Vanni; Pacciani torna sempre come figura quasi “mistica” e di riferimento dei Nostri, dal merchandising alle canzoni. Davvero interessante, a mio avviso, è “Scum Of Society”, dall'intro e dal sapore così Motörhead che sembra riecheggiare per tutta la durata del pezzo, nonostante il retaggio di un'anima Black rimanga sempre costante. Un pezzo che si distacca dai precedenti, ma che fa la sua degna figura. In chiusura vi è “Destroy The Enemies”, in cui si riassume a pieno l'anima del disco fatta di violenza, voglia di “osare” trattando temi a volte “scomodi”.

Il trio toscano ci dimostra che il detto: “pochi ma buoni”, vale! Vederli live è sempre uno spettacolo, una carica di energia che arriva dritta in faccia (e ve lo posso assicurare, in quanto assistetti alla loro esibizione al “Facciamo Valere il Metallo Italiano Atto III” ndr.). Tutto ciò che ascolterete su disco verrà maggiormente amplificato ed apprezzato ad un loro concerto, quindi, anche con Putrid Stench, siamo sicuri che “ne vedremo delle belle”. Per ora possiamo solo limitarci a fare dei (grandi) apprezzamenti per ciò che abbiamo ascoltato su disco: un concentrato di Thrash Metal che non fa tirare fiato! Lo si ascolta rapidamente, scorrendo le nove tracce che, senza ombra di dubbio, non risparmieranno uno sfrenato headbanging durante i live. Il lavoro di composizione è frutto di un anno di (riconoscibile) impegno, mentre per la registrazione ci sono voluti appena cinque giorni, presso Audiovolt Studio. La scelta della qualità analogica è funzionale al suono “grezzo” e “brutale” dei Violentor, il quale collima con le “crude” tematiche narrate (serial killers ed omicidi, ad esempio). La libertà è un'altra tematica a loro affine che sfocia nella musica così “impulsiva” e libera da schemi costrittivi. Da menzionare il grande contributo di Iago Bruchi alla batteria, la cui presenza risulta sempre ben incisiva in ogni pezzo, dando forza e velocità all'intero album. Con Putrid Stench, i Violentor, si confermano una solida band capace di proporre un sound diretto, duro e dalle forti tematiche; grazie al carattere e bravura di ogni singolo membro, sono riusciti a creare un disco che si distacca dal solito materiale proposto nell'underground nostrano.
Se cercate una “scarica” di aggressività in una vita dai toni tristi, Putrid Stench è quello che fa al caso vostro!

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