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Gli Antropomorphia chiudono in soffitta lo stile ottanta-novantiano per nuove soluzioni che giovano nettamente Gli Antropomorphia chiudono in soffitta lo stile ottanta-novantiano per nuove soluzioni che giovano nettamente

Gli Antropomorphia chiudono in soffitta lo stile ottanta-novantiano per nuove soluzioni che giovano nettamente

recensioni

titolo
Merciless Savagery
etichetta
Metal Blade Records
Anno

PROVENIENZA: Olanda 

GENERE: Death Metal 

FFO: Behemoth, Hate, Belphegor, Bloodbath 

LINE UP:
Ferry Damen - vocals, guitars
Jos van den Brand - guitars
Marc van Stiphout - bass
Marco Stubbe - drums 

TRACKLIST: 
1. Merciless Savagery [03:38] 
2. Requiem Diabolica [05:02] 
3. Womb ov Thorns [04:34] 
4. Cathedral ov Tombs [06:57] 
5. Apocalyptic Scourge [02:14] 
6. Wailing Chorus ov the Damned [05:02] 
7. Luciferian Tempest (ft. Farida Lamouchi, ex-The Devil's Blood) [04:23] 
8. The Darkest Light [04:44] 
9. Unsetting Voices [05:16] 

Running time: 41:50 

opinioni autore

 
Gli Antropomorphia chiudono in soffitta lo stile ottanta-novantiano per nuove soluzioni che giovano nettamente 2019-04-14 17:34:07 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    14 Aprile, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

A un paio d'anni di distanza da "Sermon ov Wrath" - e nel trentennale dalla formazione -, arrivano alla pubblicazione del loro quinto album gli olandesi Antropomorphia, con questo "Merciless Savagery" ancora una volta prodotto da Metal Blade. La quinta fatica dei death metallers olandesi segna un cambio di direzione per i nostri, che a quanto sembra hanno deciso di non rimanere impantanati in quel sound cui ci avevano abituati, fatti quasi esclusivamente di soluzioni prese pari pari dal Death fine anni '80-inizio '90. Con uno sguardo di sottecchi sempre rivolto al passato, gli Antropomorphia riescono con questo loro nuovo album a modernizzare il proprio stile, virando decisamente verso sonorità vicine al classico Death/Black polacco - Behemoth e Hate su tutti -: riff taglienti e feroci provenienti soprattutto dalla scuola Black che si uniscono ad una sezione ritmica tellurica e granitica, sferzate luciferine in cui non mancano un certo gusto per il groove ed una ricerca di una melodia che però mai va a stonare con la furia esecutiva del quartetto di Tilburg. Un'evoluzione probabilmente improvvisa per chi ha già ascoltato ed apprezzato i lavori passati della band olandese, ma che alla luce di quanto possiamo ascoltare in "Merciless Savagery" è più che benvenuta: il rischio di rimanere una band da seconda fascia, per quanto apprezzata, era nell'aria per i nostri, che invece possono adesso puntare ben più in alto grazie proprio a questa virata più per certi versi moderna; lo dimostra anche il fatto che i 40 e passa minuti di durata di "Merciless Savagery" scorrono via in maniera più che fluida e con brani che funzionano alla perfezione come la stessa title-track, chiamata anche ad aprire l'opera, fucilate come "Womb ov Thorns" ed "Apocalyptic Scourge", o come l'ottima "Luciferian Tempest", in cui compare come ospite la sempre affascinante Farida Lamouchi, voce dei magnifici The Devil's Blood (band che faceva quel che fanno i Ghost ben prima che Tobias Forge diventasse Papa Emeritus).
Va dato merito agli Antropomorphia delle scelte di cui abbiamo parlato durante questa recensione; "Merciless Savagery" è un disco che risulterà per molti aspetti diverso rispetto ai passati lavori della band olandese, ma se delle volte con questi cambi il gioco non vale la candela, in questo caso appare come un passo necessario che permette ai nostri di fare un importante passo avanti per la loro carriera.

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