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I Burning Rain riescono a far suonare fresco un disco che più classico non si può I Burning Rain riescono a far suonare fresco un disco che più classico non si può

I Burning Rain riescono a far suonare fresco un disco che più classico non si può

recensioni

titolo
Face The Music
etichetta
Frontiers Records
Anno

Tracklisting:

1. Revolution

2. Lorelei

3. Nasty Hustle

4. Midnight Train

5. Shelter

6. Face The Music

7. Beautiful Road

8. Hit And Run

9. If It's Love

10. Hideaway

11. Since I'm Loving You

 

Lineup:

Doug Aldrich - Guitar

Keith St. John - Vocals

Brad Lang - Bass

Blas Elias - Drums

opinioni autore

 
I Burning Rain riescono a far suonare fresco un disco che più classico non si può 2019-03-24 11:18:10 Federico Orano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Federico Orano    24 Marzo, 2019
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Hard rock classico che più classico non si puo' con i Burning Rain. Echi di Whitesnake, Ac/Dc, Led Zeppelin vengono fuori fin dalle prime note di questo disco con l'opener “Revolution”.

Un bene? Un male? Diciamo che l'effetto sorpresa è pari a zero lungo le undici tracce che compongono questo “Face The Music”, quarto disco per la band capitanata dal chitarrista Doug Aldrich (Revolution Saints, The Dead Daisies, Ex Whitesnake, Dio) e dal singer Keith St. John (Montrose, Kingdom Come), che dimostrano di saper trasmettere carica e potenza a vagonate. Insomma durante l'ascolto di brani come la bellissima title track, della dinamica “Beautiful Road” e di “Since I'm Loving You” vi ritroverete a muovere la capoccia come solo del sano hard rock può farvi fare. Si cerca di cambiare un po' le carte in tavola con la semi acustica “Shelter” ed inserendo un un tocco blues nell'intensa “If It's Love” ma sono i brani più frizzanti a colpire maggiormente, dove Doug si muove instancabile sulle sue sei corde per costruire riff su riff e solos notevoli.

Tutto fatto bene in questo “Face The Music”; i Burning Rain riescono nella non facile impresa di far suonare fresco un disco che più classico non si può.

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