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I Bloodbound si confermano su buoni livelli I Bloodbound si confermano su buoni livelli

I Bloodbound si confermano su buoni livelli

recensioni

titolo
“Rise of the dragon empire”
etichetta
AFM Records
Anno

 

TRACKLIST:

01 - Rise of the dragon empire

02 - Slayer of Kings

03 - Skyriders and stormbringers

04 - Magical eye

05 -Blackwater bay

06 - Giants of heaven

07 - The warlock's trail

08 - A blessing in sorcery

09 - Breaking the beast

10 –Balerion

11 - Reign of fire

 

 

LINE-UP:

Patrik J. Selleby - vocals

Tomas Olsson - guitars

Henrik Olsson - guitars

Anders Broman - bass

Fredrik Bergh - keyboards

Daniel Sjögren - drums

opinioni autore

 
I Bloodbound si confermano su buoni livelli 2019-03-22 17:32:50 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    22 Marzo, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Erano tanti anni che non mi cimentavo con gli svedesi Bloodbound, precisamente dal deludente “In the name of metal” del 2012; da allora è passato diverso tempo e ben 2 albums (che non ho avuto modo di ascoltare finora), così la curiosità ha avuto il sopravvento quando la AFM Records ci ha proposto la recensione di questo “Rise of the dragon empire”, ottavo album da studio della band di Tomas Olsson e Fredrik Bergh. Prendete un po’ di Edguy ed Avantasia, aggiungete un po’ di Orden Ogan, qualcosa dei Sabaton e dei Freedom Call, un pizzico di Hammerfall ed avrete il sound odierno dei Bloodbound. Come avrete capito, nulla di originale o personale, ma una sapiente opera di “copia/incolla” che permette al frizzante power metal suonato dagli svedesi di farsi apprezzare e, se non si è troppo esigenti, anche lasciarsi convincere. Mi sembra il classico disco che i detrattori del power metal metterebbero immediatamente sulla graticola, per confermare la tesi (sbagliatissima) che il power non ha più frecce al proprio arco. Ma, da un altro punto di vista, è quel disco ruffiano, quasi sul “ti piace vincere facile” (come recita una famosa pubblicità italiana), che è in grado comunque di far trascorrere quasi 46 minuti ascoltando musica orecchiabile e gradevole, ricca di melodie azzeccate ed anche ben cantata dall’ottimo Patrik J. Selleby (che tempo fa si faceva chiamare Patrik Johansson). Non tutte le 11 canzoni che compongono questo disco sono allo stesso livello; quando il ritmo cala, ad esempio, non sempre ci troviamo davanti a qualcosa di coinvolgente (“Breaking the beast”, tanto per citare la prima che mi viene in mente, è abbastanza noiosa); tutto sommato però, “Rise of the dragon empire” dei Bloodbound è un disco che si lascia ascoltare piacevolmente, sempre che siate fans del power metal di matrice nord-europea; in caso contrario, obiettivamente c’è di meglio in giro....

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