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Lost In Grey - symphonic metal con voce femminile e tanti elementi diversi Lost In Grey - symphonic metal con voce femminile e tanti elementi diversi

Lost In Grey - symphonic metal con voce femminile e tanti elementi diversi

recensioni

titolo
The Waste Land
etichetta
Reaper Entertainment
Anno

 

LOST IN GREY ARE

Harri Koskela as Patrick (Vocals and Keyboards)

Anne Lill as Lillian (Vocals)

Emily Leone as Odessa (Vocals and Violin)

Aapo Lindberg as The Ancient (Bass)

Miika Haavisto as Immanuel (Guitars)

Waltteri Väyrynen (Session drums)

 

Tracklist:

1. The Waste Land

2. Expectations

3. Unohdukseen Katoaa

4. 1992

5. Far Beyond and Further

6. Wolves Among Men

7. Prelude for Emptiness

8. Drifting in the Universe

opinioni autore

 
Lost In Grey - symphonic metal con voce femminile e tanti elementi diversi 2019-01-21 16:22:07 Federico Orano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Federico Orano    21 Gennaio, 2019
Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 2019
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Cercare di essere originali a tutti i costi? Questa è la sensazione che ci pervade all'ascolto di questo “The Waste Land”, secondo lavoro targato Lost In Grey e che segue il debutto “The Grey Realms” uscito nel 2017.

La band finnica inserisce tantissimi elementi nel proprio sound che si basa principalmente su un symphonic metal abbastanza classico e dalle atmosfere gotiche, ma che non rifiuta qualche passaggio progressivo e alcuni momenti più estremi, dove compare la voce growl con riff più decisi. Ad accompagnare questo sound complesso ci pensa la voce femminile e versatile della singer Anne Lill. Cori maestosi vengono sparati dalle epiche atmosfere di “Expectations” che segue la più canonica title track che apre il disco. E' con “Unohdukseen Katoaa” che incontriamo la voce growl di Harri Koskela e ritmi più sparati, ma la voce lirica di Anne è sempre ben presente e caratterizza moltissimo questo lavoro. La tracklist prosegue tra orchestrazioni invadenti e momenti epici con un forte uso di cori, come dimostra “Far Beyond and Further” e la lunga suite “Drifting in the Universe”, con oltre dodici minuti di cambi di tempo ed atmosfere malinconiche.

Un lavoro pieno zeppo di svariate influenze; ne esce un disco sicuramente piacevole, soprattutto per gli amanti degli Epica e del symphonic metal con voce femminile in generale. Ma attenzione, perchè tutti gli altri potrebbero annoiarsi già dopo pochi brani.

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