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I Wolfhorde si affacciano al 2019 con un album sperimentale e dalle molteplici sfaccettature. I Wolfhorde si affacciano al 2019 con un album sperimentale e dalle molteplici sfaccettature.

I Wolfhorde si affacciano al 2019 con un album sperimentale e dalle molteplici sfaccettature.

recensioni

gruppo
titolo
Hounds of Perdition
etichetta
Inverse Records
Anno

PROVENIENZA: Finlandia

GENERE: Folk-Metal

LINE UP:

Werihukka - Chitarra ed altri strumenti

Hukkapätkä - Voce/Batteria

Nuoskajalka - Basso

TRACKLIST:
1. Chimera

2. Doctor pf the Plague

3. Black Song

4. Towers of Silence

5. Forged in Ice

6. Kill the Light

7. Hounds of Perdition

opinioni autore

 
I Wolfhorde si affacciano al 2019 con un album sperimentale e dalle molteplici sfaccettature. 2019-01-12 18:46:25 Marianna
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Marianna    12 Gennaio, 2019
Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio, 2019
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Hounds of Perdition, uscito ieri 11 Gennaio 2019, è un disco da ascoltare tutto d'un fiato; sette brani che non vi annoieranno.
Si parte con "Chimera", una delle tracce più lunghe dell'album; nove minuti abbondanti di cantato “sporco”, accorato e mai banale, che ben si sposa con i passaggi più “puliti” e “melodici” tipici del Folk Metal. Le atmosfere epiche appena ascoltate, lasciano il posto a quelle più "popolari" di "Doctor of the Plague" (di cui è stato realizzato anche il videoclip ndr.); una ballata a tratti “scanzonata” e dai toni folcloristici. L'idea è quella di un “dottore della peste” che, attraverso questa piaga, curerà il nostro mondo malato ed in declino; il tema fondamentale dell'intero lavoro è, infatti, una visione nichilista della realtà.
In "Black Song" si scorge bene la fusione tra Folk e la vena Power del gruppo, forse quest'ultima, grazie alle tastiere che la fanno da padrona su gli strumenti tipici del Folk, emerge di più. Forte di un ritornello sicuramente molto orecchiabile e canticchiabile, è il brano che maggiormente si distacca dagli altri.
Proseguendo l'ascolto troviamo "Forged in Ice", dall'inizio melodico e “spiazzante”, si passa rapidamente alle maestose armonie epiche unite al cantato Growl di Hukkapätkä; a cornice ed in contrasto a tutto ciò, le seconde voci pulite e melodiche. In chiusura vi è la title-track "Hounds of Perdition", la quale mi pare di qualità inferiore alle altre tracks; un gran pezzo veloce, caratterizzato da i soliti assoli “barocchi” di chitarra. Viene riservato anche un piccolo spazio di pochi secondi al flauto, il quale, magicamente, fa la sua apparizione; nulla di così eclatante rispetto al materiale precedentemente ascoltato. Degno di nota, invece, il suo finale melodioso, lento e solenne; un climax vocale ascendente in cui si parte dal cantato quasi “sussurrato”, per poi ritornare a quello “sporco”e rabbioso del Growl.

I Wolfhorde danno alla luce un album carico di influenze in commistione tra loro: Power, Folk e, a volte, persino Thrash Metal, tutto accompagnato da una voce principale che “strizza l'occhio” al Black Metal. Come afferma la stessa band, i testi traggono spunto dal periodo dell'Età del Ferro, fino al mondo attuale, attingendo quindi a tematiche varie: mitologiche, storiche, naturali e persino sciamaniche.
Hounds of Perdition è, pertanto, un lavoro fortemente sperimentale sia dal punto di vista musicale che concettuale, volto a stimolare l'attenzione dell'ascoltatore verso nuove prospettive inascoltate. L'unione di vari stili quali Rock, Groove, Folk, risultano funzionali alla descrizione del mondo alla deriva di cui si narra; una realtà morente, abitata da strane creature e poche persone che vagano nei campi innevati e macabri del nulla. Una visione nichilista della realtà, certamente alimentata e ben resa grazie alla “durezza” del Black Metal, genere a cui, come detto, il gruppo attinge spesso ed è punto di partenza da cui trarre ispirazione.
Hounds of Perdition, licenziato via Inverse Records, è un lavoro ben riuscito; accattivante e ricco di spunti, riesce a fondere bene al suo interno gli elementi tipici della tradizione Folk Metal con i generi precedentemente citati.
Lo reputo un ottimo punto di partenza per nuovi ed interessanti sviluppi musicali.

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