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I Nailed to Obscurity non si scrollano di dosso la troppo palese influenza degli Opeth I Nailed to Obscurity non si scrollano di dosso la troppo palese influenza degli Opeth

I Nailed to Obscurity non si scrollano di dosso la troppo palese influenza degli Opeth

recensioni

titolo
Black Frost
etichetta
Nuclear Blast
Anno

PROVENIENZA: Germania 

GENERE: Melodic Death/Doom Metal 

FFO: Opeth, In Mourning, Swallow the Sun 

LINE UP: 
Raimund Ennenga - vocals 
Jan-ole Lamberti - guitars 
Volker Dieken - guitars 
Carsten Schorn - bass 
Jann Hillrichs - drums 

TRACKLIST: 
1. Black Frost [07:40] 
2. Tears of the Eyeless [05:02] 
3. The Aberrant Host [07:19] 
4. Feardom [05:32] 
5. Cipher [08:12] 
6. Resonance [05:07] 
7. Road to Perdition [07:56] 

Running time: 46:48 

opinioni autore

 
I Nailed to Obscurity non si scrollano di dosso la troppo palese influenza degli Opeth 2019-01-11 18:48:26 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    11 Gennaio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Abbiamo già incontrato due anni fa i tedeschi Nailed to Obscurity, rimanendo favorevolmente colpiti dall'album "King Delusion": c'era tanto di buono in quell'album e si prospettava un buon futuro per il quintetto teutonico, a patto che mettessero più del 'loro' nel sound, troppo legato agli Opeth del medio periodo. Ebbene, futuro radioso è stato visto che i NtO hanno lasciato l'Apostasy Records per accasarsi niente meno che sotto lo stendardo di Nuclear Blast! La band si avvale quindi di una produzione praticamente perfetta e la loro quarta fatica, "Black Frost", è un album tutt'altro che brutto... ma ancora una volta le sonorità dei nostri sono totalmente devote agli Opeth della prima metà degli anni 2000. Prendete uno qualsiasi degli album da "Blackwater Park" a "Ghost Reveries", confrontatelo con quanto possiamo ascoltare in "Black Frost" dei NtO e vi accorgerete come la band tedesca non sia riuscita nemmeno lontanamente a scrollarsi di dosso lo spettro del colosso svedese. E questo è davvero un gran peccato, perché appunto i Nailed to Obscurity non suonano affatto male, il vocalist Raimund Ennenga si dimostra a proprio agio sia con un growl cavernoso che con espressive clean vocals, dandoci sette brani che presi singolarmente sono tutti di pregevole fattura... Ma per l'appunto, più si va avanti più si ha la sensazione di ascoltare un giovane clone della ben più nota band scandinava.
I Nailed to Obscurity hanno in passato dimostrato un grandissimo potenziale che sarebbe dovuto esplodere definitivamente adesso, con il passaggio a Nuclear Blast. Potenzialità che invece sono rimaste in parte inespresse per via di un lavoro che sa troppo di derivativo, cosa che alla fine porta ad una mezza delusione: "Black Frost" meno della sufficienza non merita ed è appunto il voto che si porta a casa, ma era lecito aspettarsi molto di più.

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