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Wolfhorde: Un tribute Ep non imprescindibile Wolfhorde: Un tribute Ep non imprescindibile Hot

Wolfhorde: Un tribute Ep non imprescindibile

recensioni

gruppo
titolo
The Great Old Ones
etichetta
Inverse Records
Anno

01. Jektens Kid

02. Kylan Paassa

03. Sign From The North Side


Line Up: 

Werihukka - Guitar and other instruments
Hukkapätkä - Vocals and Drums
Nuoskajalka – Bass


opinioni autore

 
Wolfhorde: Un tribute Ep non imprescindibile 2019-01-04 23:06:08 Gianni Izzo
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    04 Gennaio, 2019
Ultimo aggiornamento: 05 Gennaio, 2019
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Aspettando il nuovo full-length dei finlandesi Wolfhorde, facciamo un salto indietro, andando a rispolverare un Tribute Ep che il trio musicale incise sul finire del 2017.
Con “The Great Old Ones”, i Wolfhorde celebrano tre delle bands conterranee, fondamentali per la loro formazione musicale. I pezzi prescelti sono “Jektens Kid” dei Finntroll, “Kylan Paassa” dei Moonsorrow e “Sign From The North Side” degli Amorphis.
Per quanto apprezzi soprattutto la prova sul pezzo dei Moonsorrow con cui i Wolfhorde tengono botta, e non di meno, la scelta di non cercarsi la via facile ad esempio con gli Amorphis, andando a riprendere un brano tratto addirittura dagli albori della band, tra i più cupi pezzi scritti, “Sign From The North Side”, devo dire che “The Great Old Ones” non mi ha colpito più di tanto.
La stessa “Sign…” per quanto risulti più pulita e potente rispetto all’originale del ’92, non riesce a competere con la versione ri-registrata dagli stessi Amorphis qualche anno fa, con al microfono il buon Tomi Joutsen.

I Wolfhorde dal canto loro ci provano a dar giustizia ai loro idoli, e lo fanno al meglio delle loro possibilità, senza però riuscire a reggerne il confronto. E neanche la produzione non gioca a loro favore, e non gli permette di avvicinarsi più di tanto almeno ai suoni delle versioni originali dei pezzi. Manca sempre qualcosa in ognuno dei tre brani, quel quid pluris che li ha resi grandi nelle mani dei loro compositori ed esecutori.
Con questo non sminuiamo la bravura tecnica dei Wolfhorde, né pensiamo che si siano voluti mettere in qualsivoglia competizione con i loro "spiriti guida", "The Great Old Ones" è un breve Ep celebrativo e come tale va preso nel bene e nel male. Ma noialtri preferiamo aspettare i veri Wolfhorde, quelli all'opera con le loro di canzoni. L’appuntamento è per l’11 gennaio, il nuovo full-lenght si intitolerà “Hounds Of Perdition”.

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