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Throaat, un album assolutamente accattivante! Throaat, un album assolutamente accattivante! Hot

Throaat, un album assolutamente accattivante!

recensioni

gruppo
titolo
Reflections In Darkness
etichetta
Dying Victims Productions
Anno

Tracklist:

1. Burning the Ice 

2. The Light 

3. The Crypt 

4. Radiation 

5. Alive Inside of the Pentagram 

6. The Bells of Newcastle upon Tyne 

7. Tormentia 

8. Tormentia II 

 

9. Impaler's Night 

opinioni autore

 
Throaat, un album assolutamente accattivante! 2018-11-24 16:54:14 Rob M
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Rob M    24 Novembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Throaat si presentano con un lavoro epico ed allo stesso tempo blasfemo con questo loro nuovo e "primo" LP "Reflections In Darkness", uscito a novembre 2017, e che presenta il meglio della formazione ha da offrire ad oggi. Un disco che mette in risalto il meglio del genere, con richiami ai leggendari Bathory, ma anche ai vecchi Marduk ed alla scuola est-europea di bands come Nokturnal Mortuum e Lucifugum.
Se "Burning The Ice" si lancia a testa bassa nel vuoto, con una violenza e forza che si possono percepire ad ogni singola nota, é con la successiva e lenta "The Light" che i nostri riescono a trasformare la rabbia in atmosfere oscure ma, allo stesso tempo, degne di nota, tra passaggi heavy ed epica cavalleresca, in un connubio che marcherà il resto dell'album.
Accenti thrash/speed d'altri tempi arricchiscono i brani per poi esser ripresi a più ripetizioni con buon gusto e dedizione alla vecchia scuola. "The Crypt" é un altro esempio palese di questo richiamo alla vecchia stregoneria di bands come, per esempio, i Venom di "Possessed" in chiave Celtic Frost.
La gioie non mancano e con "Radiation" i nostri si portan a casa un altro tormentone novantiano che davvero fa la gioia di tutti i defenders che adorano metal of death ed affini! Si susseguono così i momenti da carosello della vecchia scuola con brani classici nello stile ed intenzioni! Perle come "Alive Inside The Pentegram" son oro puro con il suo richiamo a "In The Shadow Of The Horns" dei Darkthrone e non son da sottovalutare le plettrate in stile Running Wild che infarinano la proposta ed il suo essere esuberante e mai monotona.
Un disco che certamente non ha niente di innovativo, ma che davvero risulta essere un buonissimo ascolto per amanti del vecchio metal anni novanta ed i contemporanei scopritori delle radici del culto.
Una band che andrà senz'altro tenuta in conto per i prossimi anni, con la speranza che lavori come questo possano raggiungere i giusti ascoltatori ed i risultati più che meritati.

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