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Gli spagnoli Cabaret Aberrante sono la classica prova che l'abito non fa il monaco Gli spagnoli Cabaret Aberrante sono la classica prova che l'abito non fa il monaco Hot

Gli spagnoli Cabaret Aberrante sono la classica prova che l'abito non fa il monaco

recensioni

titolo
Extirpando la Miseria
etichetta
Base Records Production
Anno

PROVENIENZA: Spagna 

GENERE: Death Metal 

FFO: Brujeria, Impetigo, Macabre, Cannibal Corpse 

LINE UP: 
El Psicópata - vocals, guitars 
El Torturador - guitars, backing vocals 
El Carnicero - drums 

TRACKLIST: 
1. Ilusiones Mórbidas [07:16] 
2. Bañada en tus Excreciones [02:48] 
3. Extirpando la Miseria [05:18] 
4. Lamiendo los Cortes [04:29] 
5. La Voz de los Gusanos [04:52] 
6. Estranguladas Hasta el Orgasmo en el Charco de sus Meados [06:18] 
7. Nido de Parásitos [05:48] 
8. Estais Todos Condenados [01:23] 
9. Dueguello Masivo [05:13] 

Running time: 43:25 

opinioni autore

 
Gli spagnoli Cabaret Aberrante sono la classica prova che l'abito non fa il monaco 2018-11-21 18:55:55 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    21 Novembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sapete cosa? Date le premesse (genere suonato, titoli dei pezzi, artwork, biografia...) mi aspettavo molto di peggio da questo "Extirpando la Miseria" degli spagnoli Cabaret Aberrante. Ed invece, soprattutto sul piano musicale, la band catalana è riuscita a sorprendermi: mi aspettavo la classica fucilata Goregrind senza né capo né coda - almeno per me -, mentre invece ci troviamo davanti ad un disco che sì, passa anche per il Brutal/Goregrind (vedasi ad esempio "Bañada en tus Excreciones") e che mantiene, almeno per le tematiche, quel canovaccio, ma che sa anche spostarsi verso lidi più vicini al classico US Death, riuscendo a darci spunti parecchio interessanti durante la quarantina di minuti circa dell'album.

"Extirpando la Miseria" è un disco tutt'altro che privo di difetti, ma che comunque riesce a regalare qualche sana scapocciata, sia in momenti più lenti e quasi claustrofobici, come nell'opening track "Ilusiones Mórbidas", sia nella veloce brutalità di pezzi come la title-track o "La Voz de los Gusanos". Ed a proposito della title-track, è il pezzo dove ci si rende conto di come i Cabaret Aberrante abbiano non pochi punti in comune con i Brujeria, e non mi riferisco solo al cantato in spagnolo: lo stile a cavallo tra il ruvido Death e lo spietato Grindcore, la pesantezza delle chitarre ed i tellurici pattern di batteria... sembra quasi di ascoltare una versione ancor più nichilista dei Brujeria stessi, in alcuni punti. Ecco, magari avrei evitato quei synth (o tastiere... o quel che sono), che poco c'entrano a mio avviso con quanto propone la band iberica, risultando spesso fuori contesto: ascoltale "Lamiendo los Cortes" e mi saprete dire.

Insomma, poteva andarmi decisamente peggio tutto sommato. Mi aspettavo un lavoro più vicino all'unico genere che mai ho digerito dell'intera sfera Death Metal, mi sono ritrovato invece con un lavoro discreto che riesce ad avere anche non pochi spunti interessanti. Dopo nove anni di carriera e quattro album pubblicati, i Cabaret Aberrante hanno raggiunto un'esperienza che si riesce a notare non poco durante l'ascolto di questo loro ultimo album.

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