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Un debutto sorprendentemente ottimo per i danesi Sinnrs Un debutto sorprendentemente ottimo per i danesi Sinnrs

Un debutto sorprendentemente ottimo per i danesi Sinnrs

recensioni

gruppo
titolo
Profund
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Danimarca 

GENERE: Symphonic Black/Death Metal 

FFO: Dimmu Borgir, Behemoth, Belphegor, Dissection 

LINE UP: 
Nero: vocals, guitars, orchestrations 
Maestus - drums 

TRACKLIST: 
1. Nihil [01:32] 
2. To Derive Eden's Flame [04:29] 
3. The Storm of I [06:55] 
4. Lift my Bones [06:53] 
5. Renowed Praetorians [01:51] 
6. No Promise to Mankind [05:07] 
7. It Calls Me [05:32] 
8. Et Sic Incipit [04:40] 
9. Watch Her Soul Burn [03:10] 
10. Commemorate None [06:58] 

Running time: 47:07 

opinioni autore

 
Un debutto sorprendentemente ottimo per i danesi Sinnrs 2018-11-19 16:42:03 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    19 Novembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sorprende decisamente in positivo il debut album dei danesi Sinnrs, band dal nome quasi da codice fiscale che con "Profund" tira fuori un album che riesce ad avere in sé molteplici sfaccettature sulla base di un Black/Death d'influenza centro-europea - e non credo sia un caso che abbiano prodotto l'album agli Hertz Studios in Polonia, luogo di lavoro anche di Behemoth, Vader e Decapitated -. Il duo composto dal cantante/chitarrista Nero e dal drummer Maestus riesce infatti ad unire anche orchestrazioni dal flavour Dimmu Borgir/Fleshgod Apocalypse, passando anche per passaggi melodici che ricordano la scuola Black svedese di Dissection e compagnia. Il merito del duo danese è quello di esser riusciti a miscelare queste differenti influenze ottimamente, grazie ad un lavoro di scrittura ed arrangiamento estremamente efficace: i vari passaggi, insomma, avvengono in maniera del tutto naturale, senza che un passaggio differente dal precedente risulti slegato dal contesto. Un ottimo esempio può essere "The Storm of I", in cui possiamo ritrovare tutti gli elementi che compongono il sound dei Sinnrs, capaci di buttarsi su tutt'altra strada con la 'satyriconiana' Lift my Bones" subito dopo. Ma è comunque la sesta traccia, "No Promise to Mankind", a prendersi di prepotenza il ruolo di highlight del disco: un brano che pur non brillando per innovazione, risulta essere in ogni caso clamoroso; il biglietto da visita perfetto per il duo danese in vista di lavori futuri che, si spera, non saranno autoprodotti come questo.
"Profund" è un album che suona dannatamente bene, che riuscirà con facilità a raggiungere più schiere di ascoltatori grazie alla grande varietà - estrema - della proposta. Duro, feroce, tagliente, a tratti epico, "Profund" dei Sinnrs è una delle maggiori sorprese di questa fine di 2018.

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