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Cult Of Self Destruction, ancora tanta strada da fare. Cult Of Self Destruction, ancora tanta strada da fare. Hot

Cult Of Self Destruction, ancora tanta strada da fare.

recensioni

titolo
Exitium
etichetta
War Productions
Anno

1. Initium01:03 

2. Descending to the Deepest of the Abyss04:44 

3. Misanthropic Condition03:22 

4. Moon on Saturn04:05 

5. Sui Cædere04:26 

6. We Will Be Wolves07:38 

7. Until the Dying05:23 

8. The Curse of the Witch02:52 

9. Exitium01:47 

opinioni autore

 
Cult Of Self Destruction, ancora tanta strada da fare. 2018-11-17 19:42:02 Rob M
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Rob M    17 Novembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Cult Of Self Destruction arrivano su War Productions con un lavoro enigmatico dal titolo "Exitium". Lavoro enigmatico perché la band offre un misto black/death dalle connotazioni doom che lascia abbastanza spiazzati. "Descending To The Deepest Of.." é un brano che potrebbe rispecchiare a pieno questa bipolarità. Se da un lato abbiamo un riffing/drumming in stile Atheist/Cynic, dall'altro abbiamo un black ruvido ma al contempo epico. Il connubio é interessante e mai monotono però, in tutta sincerità, certe soluzioni richiedono diversi ascolti per esser colte a pieno. Proprio da questo punto di vista, é il drumming che spesso spezza i brani con cambi repentini che non risultano fluidi ed in cui il martellare della cassa scandisce tempi non lineari che tolgon l'attenzione dal resto dato che nel mix proprio la cassa risulta abbastanza alta di volume. Quando i nostri si avventurano in sequenze più sperimentali qui ci si muove su versanti scoscesi in cui é facile perdersi. Nei frangenti più black/doomy i nostri riescon invece a colpire e la proposta, per quanto semplice, mostra un buon gusto (vedi per esempio "Misanthropic Condition"), se pur in certi momenti non riescon ad andare a segno.
Però, come non apprezzare brani che offrono ad esempio le idee di "Sui Caedere" o la successiva "We Will Be Wolves", vere e proprie punte di diamante del disco? Ci son delle ingenuità, ma niente che non possa essere "riparabile" o "rivedibile". In questo contesto, sembra che i nostri manchino leggermente d'esperienza, nonostante nel complesso le idee sian valide. Semplicemente necessitano un pochino di lavoro in più per smussare gli angoli e limare le imperfezioni, rendendo il tutto più liscio e fluente, curando maggiormente il mix ed i suoni.
A modo loro questi ragazzi han tirato fuori un prodotto che vuole osare e che ha il potenziale di un progetto come ad esempio Lurker Of Chalice. Solo il futuro saprà dirci se i loro sforzi porteranno frutti più maturi, dato che per ora le premesse son davvero interessanti.

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