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I Gathering Darkness celebrano i vent'anni di carriera con "The Inexorable End"

recensioni

titolo
The Inexorable End
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Spagna 

GENERE: Death Metal 

FFO: Morbid Angel. Suffocation, Cannibal Corpse, Hate Eternal 

LINE UP: 
Lavín - vocals 
Kike - guitars 
Jhaldreën - bass 
JhesuQ - drums 

TRACKLIST: 
1. We Fall [03:11] 
2. The Hermetic Circle [02:51] 
3. Everything Dies Alone [03:27] 
4. Gathering Darkness [02:37] 

Running time: 12:06 

opinioni autore

 
I Gathering Darkness celebrano i vent'anni di carriera con "The Inexorable End" 2018-11-16 18:52:00 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    16 Novembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nati nel 1998 come una Doom/Death band, gli spagnoli Gathering Darkness hanno col tempo mutato il loro sound nel Death Metal odierno, fortemente influenzato dallo stile US dei vari Morbid Angel, Hate Eternal, Suffocation e Cannibal Corpse. Capirete facilmente come quello che possiamo ascoltare in "The Inexorable End" non brilli certo per innovazione, dato che il genere proposto dai nostri è quanto di più classico ci si aspetterebbe da una band con tali influenze: un Death Metal sì tecnico, ma che punta soprattutto ad un impatto diretto e potente, senza badare a melodie di sorta o simili: il quartetto di Santander attacca a testa bassa a partire da "We Fall" e per tutti i poco più di dieci minuti di durata del lavoro (dodici minuti il computo totale), ripetendo in scioltezza quello che già ci hanno proposto un annetto circa fa con "The Heat of a Dying Sun". Ecco, in definitiva questo breve lavoro uscito in formato vinile 7" per festeggiare il ventennale della band, conferma quanto di buono abbiamo sentito l'anno scorso, né più né meno, con ben poco d'altro da aggiungere. Dato il formato in cui è uscito questo lavoro, il consiglio di prenderlo va anzitutto ai collezionisti di vinili, soprattutto se amanti del più classico US Death. Per il resto, se volete sentire per bene di cosa è capace questa band consiglierei "The Heat of a Dying Sun", visto che 12 minuti sono, in effetti, ben poca cosa.

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