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Con "In Nomine Patris" comincia la seconda vita dei Brvmak Con "In Nomine Patris" comincia la seconda vita dei Brvmak

Con "In Nomine Patris" comincia la seconda vita dei Brvmak

recensioni

gruppo
titolo
In Nomine Patris
etichetta
Sleaszy Rider Records
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Progressive Death Metal 

FFO: Cynic, Death, Opeth 

LINE UP: 
Sergio Rosa - vocals, guitars, viola 
Gabriele Nucci - guitars 
Emanuele Lombardi - bass 
Davide Tomadini - drums 

TRACKLIST: 
1. Preludio alla Genesi [02:25] 
2. Genesis [06:22] 
3. Tetragrammaton [05:16] 
4. Preludio all'Oblio [01:58] 
5. Oblivion [05:17] 
6. Vindictae [05:52] 
7. Omnipotence (feat. Paul Masvidal from Cynic) [06:31] 
8. Golgota [05:12] 
9. Toccata in SI Minore [02:31] 
10. Revelations [15:36] 

Running time: 57:00 

opinioni autore

 
Con "In Nomine Patris" comincia la seconda vita dei Brvmak 2018-11-09 18:49:07 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    09 Novembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 2018
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Sono attivi da ben 12 anni i frusinati Brvmak, ma in fin dei conti possiamo dire che sono un paio d'anni circa che hanno trovato nuova vita con il definitivo cambio stilistico che li ha portati dal Blackened Gothic degli esordi (e della quasi prima decade) al Progressive Death Metal di oggi. Il concept album biblico "In Nomine Patris" è dunque una sorta di secondo debut album per il quartetto laziale: prodotto dalla greca Sleaszy Rider Records, l'album ci mostra una band che ha totalmente cambiato rotta rispetto al passato, fornendoci un disco già estremamente maturo. Sorprende, in un certo qual modo, la qualità della scrittura dei Brvmak, capaci di inserire nel proprio sound elementi diversi con naturalezza e spontaneità - quello che non accade ad esempio negli americani Horrendous -.

Il Progressive Death della band laziale riesce a non cadere nei classici cliché, nonostante l'uso di elementi che ad oggi sembrano sovrabbondanti (leggi alla voce: clean vocals). Un sound a cavallo tra le iperbole tecniche dei Cynic, rappresentati in quest'album dalla presenza come ospite in "Omnipotence" di Paul Masvidal, e le atmosfere progressive degli Opeth, fino ad arrivare a passaggi di puro Progressive Rock alla Porcupine Tree, come nella bellissima parte centrale di "Genesis". Non mancano episodi più diretti, come il singolo apripista "Vindictae", così come non dovrebbe stupire la presenza di un brano come "Oblivion", opethiano al 100%. La quasi ora di durata di "In Nomine Patris" non va a pesare, nonostante il genere non sia propriamente di quelli leggeri da digerire, segno questo dell'ottimo lavoro in fase di scrittura ed arrangiamento dei nostri, coadiuvati anche da un buonissimo lavoro di produzione svolto dai Time Collapse Studio da Riccardo Studer e Alessio Cattaneo. Da segnalare la prova dell'ultimo entrato in formazione, il cantante/chitarrista Serj, al secolo Sergio Rosa: dotato di una buonissima voce pulita e di un altrettanto buonissimo growl, Serj si è dimostrato l'elemento perfetto per completare la line up dei Brvmak in questo loro nuovo percorso.

I nostri dovranno solo lavorare un po' di più sul piano del tocco personale: l'ombra dei gruppi che influenzano il loro sound è ancora troppo presente, ma è anche qualcosa che possiamo ritenere scusabile, visto che per l'appunto sono circa un paio d'anni che i Brvmak hanno intrapreso questa nuova strada. "In Nomine Patris" è comunque una delle più interessanti uscite italiane per quel che concerne il lato più Prog della scena Death nostrana. E sono sicuro che mettendosi sotto col lavoro, i Brvmak sapranno togliersi diverse soddisfazioni già nel futuro prossimo.

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