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Brutalità e tecnica convivono nel lavoro dei Serocs Brutalità e tecnica convivono nel lavoro dei Serocs

Brutalità e tecnica convivono nel lavoro dei Serocs

recensioni

gruppo
titolo
The Phobos / Deimos Suite
etichetta
Everlasting Spew Records
Anno

PROVENIENZA: Messico/Francia/Canada 

GENERE: Technical Brutal Death Metal 

FFO: Spawn of Possession, Gorguts, Cryptopsy, Iniquity, Origin 

LINE UP: 
Laurent Bellemare - vocals 
Antonio Freyer - guitars 
Phil Tougas - guitars 
Antoine Daigneault - bass, baglama, guitars (acoustic) 
Kévin Paradis - drums 

TRACKLIST: 
1. Being [03:22] 
2. Nihilus [03:38] 
3. Thanatphobia [04:18] 
4. REMnants [04:58] 
5. Oneirology [04:38] 
6. Revenants [04:19] 
7. Lethe [01:06] 
8. SCP-106 [03:28] 
9. Nonbeing [05:26] 
10. Deimos [11:11] 

Running time: 46:24 

opinioni autore

 
Brutalità e tecnica convivono nel lavoro dei Serocs 2018-11-06 18:50:05 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    06 Novembre, 2018
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Nato come progetto solista dell'artista messicano Antonio Freyre, che nei primi anni si è occupato di tutto, i Serocs diventano una band vera e propria nel 2012, ampliandosi fino a divenire un progetto internazionale con musicisti provenienti dai più disparati angoli del globo. Con "The Phobos / Deimos Suite", edito dalla nostrana Everlasting Spew Records, i Serocs arrivano alla pubblicazione del quarto album, un disco che segna un nuovo tassello nella storia del progetto di Freyre in diversi modi, visto che ci sono in formazione ben tre nuovi elementi di spicco. Al fondatore che si occupa ora delle chitarre e all'altro chitarrista Phil Tougas (Chthe'ilist), nel gruppo sin dal 2012, si sono uniti alla partita per quest'album il nuovo cantante Laurent Bellemare (ex-Impalement), il bassista Antoine Daigneault (Chthe'ilist) ed un drummer che non ha bisogno di presentazioni, quel Kévin Paradis che siamo abituati a sentire dietro le pelli dei Benighted.

Insomma capirete come gli ultimi arrivati non siano propriamente... non degli ultimi arrivati. Ed è anche facile comprendere quanto elevato sia il tasso tecnico dei tech-death metallers di origine messicana; un Technical Death che non ha la minima pretesa di mischiare al proprio sound elementi Progressive: il sound dei Serocs verte verso un lato più brutale e diretto, con influenze che spaziano tra Spawn of Possession, Gorguts e Cryptopsy, per una proposta che alla fine dei conti risulterà onestissima. Nonostante l'elevata tecnicità dei nostri, il focus di "The Phobos / Deimos Suite" è la semplicità, e sono consapevole che detta così suona strana. Quello che intendo dire è che i Serocs ci offrono esattamente quello che ci saremmo aspettati, tra riff serratissimi ed un drumming forsennato supportato da un basso tellurico e sempre 'sul pezzo', con Laurent Bellemare che alterna growl e scream senza soluzione di continuità. Quello che possiamo ascoltare con quest'ultima fatica dei Serocs è un album serratissimo che concede pressoché zero momenti di pausa, cui, ad essere onesti, una produzione più potente avrebbe forse maggiormente giovato, ma si tratta di un solo piccolo fattore negativo a fronte di un album che si lascia ascoltare tutto d'un fiato, con la tripletta "Thanatophobia" + "REMnants" + "Oneirology" che vale quasi da sola l'acquisto dell'album.

Un plauso va fatto al'italianissima Everlasting Spew Records per aver messo sotto contratto questa bestia scatenata che dalle sue radici in Messico si è propagata in Nord America ed Europa (prima i Serocs erano con Comatose Music, scusate se è poco). Se amate una brutalità che non sia fine a sé stessa, unita ad una gran dose di tecnica che non sembri mera masturbazione strumentale, quello dei Serocs potrebbe essere facilmente un lavoro che potrebbe ridestare la vostra attenzione.

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