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Un debutto che lascia il segno quello degli americani Wills Dissolve Un debutto che lascia il segno quello degli americani Wills Dissolve Hot

Un debutto che lascia il segno quello degli americani Wills Dissolve

recensioni

titolo
The Heavens are not on Fire...
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Progressive Post-Black 

FFO: Opeth, Ihsahn, Isis 

LINE UP: 
Nick Block - vocals, guitars 
Andrew Caruana - clean vocals, guitars 
Shaun Weller - bass, vocals 
Branson heinz - drums 

TRACKLIST: 
1. The Heavens are not on Fire... [12:24] 
2. So do not Mistake these Ashes [08:32] 
3. For Sign fron on High [11:42] 
4. On this Cold November Night [11:40] 
5. 11-13-1833 [03:17] 

Running time: 47:35 

opinioni autore

 
Un debutto che lascia il segno quello degli americani Wills Dissolve 2018-10-29 13:51:06 Daniele Ogre
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    29 Ottobre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Album di debutto per i texani Wills Dissolve, band che solo per comodità nelle info abbiamo definito come Progressive Post-Black: c'è molto di più nel sound del quartetto statunitense, capace di unire varie influenze facendo confluire il tutto in sonorità che passano dal Progressive Rock all'Extreme Progressive, fino al Post-Black ed al Death/Doom. Prendendo spunto da quel che mi è parso di capire un evento realmente accaduto in Texas -una pioggia di meteoriti nel 19° secolo, i nostri si sono concentrati su tematiche che risultano essere meditazioni sulla religione, la violenza ed il caos cosmico, il tutto riassunto in un disco, questo "The Heavens are not on Fire...", suonato con classe innata.

E' vero comunque che c'è molto degli Opeth del medio periodo nei Wills Dissolve, questo intersecarsi di passaggi più duri, deatheggianti, con momenti più tranquilli, eterei, fa sì che ci si ritrovi spesso a comparare quanto stiamo ascoltando in questo album con quanto fatto da Åkerfeldt e soci tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo millennio. Basta prendere a d esempio già la sola title-track, chiamata ad aprire questa lunga opera -quasi 50 minuti per soli 5 brani-, in cui troviamo tutti gli elementi che contraddistingueranno l'ascolto di "The Heavens...". Riesce a sorprendere la naturalezza con cui i Wills Dissolve riescano a passare da bordate Death a sognanti chitarre acustiche, calma e tempesta che giocano a rincorrersi all'interno dello stesso brano, tanto da non fa risultare pesante la lunga durata dei pezzi proposti. Ed è arduo, per chi vi scrive, scegliere quale possa essere un brano rappresentativo per "The Heavens...": questo disco è da ascoltare da cima a fondo, cogliendone ogni sfumatura ed ogni umore.

"The Heavens..." è un album scritto con estrema intelligenza e curato nei minimi dettagli, dalla bellissima copertina -una delle più belle di questa annata-, fino alla scelta dei titoli che, messi insieme, formano un'unica frase: "The Heavens are not on fire, so do not mistake theses ashes for signs fron on high, on this cold November night (11-13-1833)" (trad.: "I Cieli non sono in fiamme, quindi non confondere queste polveri per segni dall'alto, in questa fredda notte di novembre (13.11.1833)"). Se siete amanti di queste sonorità in cui tecnica e atmosfere vanno a braccetto, se siete fans degli Opeth o dei lavori solisti di Ihsahn, allora farei in modo, al posto vostro, di procurarmi questo fantastico lavoro dei Wills Dissolve. Massimo dei voti, nonostante una produzione in cui si poteva fare molto meglio.

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