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Un nuovo viaggio tra le emozioni con questo nuovo album dei Crippled Black Phoenix Un nuovo viaggio tra le emozioni con questo nuovo album dei Crippled Black Phoenix

Un nuovo viaggio tra le emozioni con questo nuovo album dei Crippled Black Phoenix

recensioni

titolo
Great Escape
etichetta
Season Of Mist
Anno

Line up:

Justin Greaves – drums, percussion, guitars, bass, samples, saw, vocals

Ben Wilsker – drums

Daniel Änghede – guitar, backing vocals

Jonas Stålhammar – guitar

Tom Greenway – bass

Mark Furnevall – synthesizers, Hammond, backing vocals

Helen Stanley – grand piano, synthesizer, backing vocals, trumpet

Belinda Kordic – vocals, percussion

 

Tracklist:

  1. You brought it upon yourselves
  2. To you I give
  3. Uncivil War (pt. I)
  4. Madman
  5. Times, They are a’raging
  6. Rain black, Reign heavy
  7. Slow motion break down
  8. Nebulas
  9. Las diabolicas
  10. Great Escape (pt I)
  11. Great Escape (pt II)

opinioni autore

 
Un nuovo viaggio tra le emozioni con questo nuovo album dei Crippled Black Phoenix 2018-10-09 15:39:48 Virgilio
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Virgilio    09 Ottobre, 2018
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I Crippled Black Phoenix si sono messi in evidenza per una discografia già abbastanza prolifica e variegata, tanto che il loro stile è stato definito di volta in volta, con definizioni anche abbastanza creative, come stoner prog, freak folk o psychedelic doom. Di base, comunque, nella loro musica si possono riscontrare, come elementi caratterizzanti, una vena dark, unita ad una certa melanconia di fondo: una sorta di estensione della visione e dello stato d’animo del suo leader Justin Greaves, il quale, proprio tramite la musica, trova linfa e forza per combattere una forte depressione, che purtroppo lo attanaglia da qualche tempo a questa parte. La musica di questo “Great Escape” è dunque molto atmosferica, soffusa, quasi un sottofondo discreto, che mira ad avvolgere l’ascoltatore in un impianto sonoro ad alto impatto emotivo, benchè di tanto in tanto provi pure ad esplodere in passaggi più determinati ed incisivi. La tracklist è dunque composta sia da brevi tracce strumentali, che scorrono via senza particolare enfasi, sia da tracce molto lunghe e dalla struttura aperta, nelle quali Greaves trova modo di far fluire una serie di sensazioni ed emozioni, fatte confluire in modo alquanto spontaneo, senza ragionarci troppo, per quanto comunque in maniera alquanto lucida. D’altronde, si ravvisa una certa cura anche negli arrangiamenti e nella scelta di spaziare con l’utilizzo di diversi strumenti come l’organo, la tromba, anche qualche timbro che ricorda la fisarmonica (come in “Times, They are a’raging”), oltre a synth ed effetti vari, che talvolta danno un senso un po’ di “spaziale”, cosmico. Particolare anche l’uso delle voci, mai sovrastanti, sempre molto soffuse, anche quando la band si avvale di voci femminili (in particolare, della cantante Belinda Kordic). Insomma, “Great Escape” è un disco molto particolare, che certamente trova i suoi punti di forza non tanto in riff duri e ritmi veloci, quanto nella sua capacità di essere introspettivo e atmosferico: peraltro, considerando che la sua durata si assesta intorno ai settantatre minuti (che diventano circa novanta, se si aggiungono due bonus track), parliamo di un album che va certamente assaporato con molta calma e tranquillità e senza alcuna fretta.

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