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Atmosfere horror ed un sound tra Black e Crust: debuttano gli Heads for the Dead Atmosfere horror ed un sound tra Black e Crust: debuttano gli Heads for the Dead Hot

Atmosfere horror ed un sound tra Black e Crust: debuttano gli Heads for the Dead

recensioni

titolo
Serpent's Curse
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: UK/Germania 

GENERE: Occult Extreme Metal 

FFO: Wolfbrigade, Wombbath, Ursinne 

LINE UP: 
Ralf Hauber - vocals 
Jonny Pettersson - all instruments 
Erik Bevenrud - drums (session) 

TRACKLIST: 
1. Serpent's Curse [04:57] 
2. Heads for the Dead [02:25] 
3. Deep Below [05:37] 
4. Post Mortem Suffering [01:32] 
5. The Awakening [05:04] 
6. Death Calls [01:01] 
7. Of Wrath and Vengeance [04:18] 
8. Gate Creeper [04:11] 
9. Return to Fathomless Darkness [04:23] 
10. In Darkness I Feel no Regrets (Wolfbrigade cover) [02:30] 

Running time: 35:58 

opinioni autore

 
Atmosfere horror ed un sound tra Black e Crust: debuttano gli Heads for the Dead 2018-09-24 16:14:39 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    24 Settembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Prima uscita per gli Heads for the Dead, band internazionale che vede coinvolti il cantante tedesco Ralf Hauber ed l'instancabile polistrumentista Jonny Pettersson (Wombbath, Ursinne, Gods Forsaken e innumerevoli altri progetti). Prodotti da Transcending Obscurity Records, con "Serpent's Curse" gli HftD ci danno in pasto poco più di mezz'ora di quello che viene definito Occult Extreme Metal, che è, riassumendo, un misto di Black e Crust in cui è possibile trovare influenze derivanti anche dal Doom e dall'old school Swedish Death.

Ciò che subito risalta è l'attitudine spiccatamente Crust del duo -che si avvale in quest'album del batterista dei Down Among the Dead Men, Erik Benverud- unita ad un sound che verte più verso sonorità blackaggianti: non è un caso che la prima band che viene in mente sono i Wolfbrigade, omaggiati dagli HftD con la traccia che chiude l'album, la cover di "In Darkness I Fell no Regrets". Per il resto, quel che abbiamo un disco abbastanza canonico per il genere proposto, che passa senza cali da bordate allucinanti come la title-track e la feroce "Post Mortem Suffering" a pezzi più lenti e sulfurei come "Deep Below". Il tutto, grazie ad un sapiente lavoro orchestrale di Pettersson, è rivestito di un'aurea orrorifica che riporta alle atmosfere dei grandi film del secolo scorso, cosa rimarcata anche dall'artwork. Menzione al merito va infine alla produzione: sporca, a suo modo grezza e 'vintage', ma ciò nonostante potente ed estremamente bel bilanciata, in modo tale da non perdersi nulla della priìoposta dei nostri.

Un disco tutto sommato interessante questo "Serpent's Curse"; gli Heads for the Dead risultano essere un'interessante novità in questo 2018 ed a mio avviso potranno togliersi presto molte soddisfazioni, se ne avranno l'opportunità (bisogna mettere in conto i tantissimi progetti attivi di Pettersson). Per gli amanti di sonorità più old school, un ascolto consigliato.

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