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I croati Sage realizzano un promettente debut album I croati Sage realizzano un promettente debut album Hot

I croati Sage realizzano un promettente debut album

recensioni

gruppo
titolo
Anno domini 1573”
etichetta
Rockshots Records
Anno

 

TRACKLIST:

1. Rivers will be full of blood

2. Rebellion

3. Wolf priest

4. Dragon heart

5. Two souls

6. Blacksmith’s tale

7. Man of sorrow

8. Join us

9. Treason

10. Battle

11. Heaven open your gates

 

LINE-UP:

Lead Vocals - Davor Bušljeta

Guitar & Back Vocals - Enio Vučeta

Bass - Marko Karačić

Guitar & Back Vocals - Branimir Habek

Keyboards & Back Vocals - Andrej Božić

Drums- Goran Mikulek

opinioni autore

 
I croati Sage realizzano un promettente debut album 2018-09-23 16:28:38 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    23 Settembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Sage arrivano dalla vicina Croazia e non vanno confusi con i vari omonimi esistenti in giro per il mondo tra Europa ed America. Questi Sage, a differenza degli altri omonimi, suonano power metal, con qualche leggero tocco epico-sinfonico ed arrivano con questo “Anno domini 1573” al loro debut album. Come facilmente intuibile dal titolo e dalla copertina, si tratta di un concept storico che, stando alle note biografiche ricevute, è incentrato sulla rivolta dei contadini inglesi avvenuta nel 1381; non è da escludere poi, visto il titolo, che vi sia un collegamento anche con il film di Vatroslav Mimica che narra appunto della rivolta dei contadini croati e sloveni avvenuta nel 1573. A parte il concept, la musica dei Sage si ascolta molto gradevolmente, è cantata ottimamente da Davor Bušljeta, suonata egregiamente da tutti i musicisti e registrata altrettanto egregiamente presso gli storici Morrisound Studios (10 minuti di penitenza, se non conoscete questa istituzione del mondo metal, specie quello più estremo!). La prima metà del disco scorre via molto piacevole, con un pezzo dopo l’altro che conquistano pienamente; un po’ più difficoltosa la seconda parte, quando il minutaggio dei brani sale pericolosamente. Forse la sovrabbondanza di cori ed orpelli appesantisce le ultime canzoni, che risultano quindi meno efficaci e meno snelle all’ascolto. In tal senso, qualche taglio qua e là avrebbe aiutato a rendere gli ultimi pezzi dello stesso ottimo livello dei primi. Ma, in fin dei conti, si tratta sempre di un debut album e ci sta che il gruppo abbia qualcosina da migliorare a livello di songwriting. Lo stile dei Sage ricorda vagamente un incrocio tra gli Highlord più ispirati (quelli dei primi dischi per intenderci) e gli indimenticabili Thy Majestie; “Anno domini 1573” è un ottimo debut album e sono sicuro che la band croata, avendo ampi margini di miglioramento, possa regalarci altre perle in futuro!

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