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Un viaggio nel mondo di Hokuto con la seconda opera di Gabriels Un viaggio nel mondo di Hokuto con la seconda opera di Gabriels Hot

Un viaggio nel mondo di Hokuto con la seconda opera di Gabriels

recensioni

gruppo
titolo
Fist of the Seven Stars Act 2 (Hokuto Brothers)
etichetta
Rockshots Records
Anno

TRACKLIST:

01 – The search of water bird

02 – Cobra clan

03 – End of Cobra

04 – I see again

05 – Scream my name

06 – Miracle land

07 – I'm a genius

08 – Looking for your brother

09 – Myth of Cassandra

10 – Reunion

11 – Legend of fear

12 – King of fist

13 - Heart of Madness (Bonus Track)

 

LINE UP:

Gabriels ( Vivaldi Metal Project, Platens, Metaphysics, Aldaria): All the keyboards, composer, arranger and Producer.

 

Cast of characters:

Wild Steel (Shadows of Steel) as Ken

Jo Lombardo (Metatrone, Ancestral) as Ray

Rachel "Iron Majesty" Lungs as Mamiya

Dario Grillo (Platens, Violet Sun) as Toky

Alfonso Giordano (Steel Raiser) as Wiggle

Iliour Griften (Beto Vazquez' Infinity, Clairvoyant) as Amiba

Antonio Pecere (Crimson Dawn) as Raoul

Dave Dell'Orto (Drakkar, Verde Lauro) as Jagger

Beatrice Bini (Constraint, Vivaldi Metal Project) as Aylee

Matt Bernardi (Ruxt) as Cobra Boss

 

Guitars:

Antonello Giliberto

Francesco Ivan Sante dall'ò

Stefano Calvagno (Metatrone)

Antonio Pantano (Arcandia)

Tommy Vitaly

Frank Caruso (Arachnes)

Daria Domovik (Concordea)

Andrew Spane

Stefano Filoramo

 

Bass:

Dino Fiorenza (Metatrone)

Beto Vazquez (Beto Vazquez's Infinity)

Adrian Hansen

Fabio Zunino

Arkadiusz E. Ruth (Path Finder)

 

Drums:

Mattia Stancioiu (ex-Vision Divine, ex- Labirynth)

Simone Alberti (Gabriels)

Giovanni Maucieri (Gabriels)

Michele Sanna (Coma)

Salvo Pennisi

 

opinioni autore

 
Un viaggio nel mondo di Hokuto con la seconda opera di Gabriels 2018-09-05 15:37:20 Federico Orano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Federico Orano    05 Settembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 05 Settembre, 2018
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ed eccolo l'atteso ritorno di Gabriels con la seconda parte dell'opera che va a raccontare le vicende di Hokuto. Avevamo apprezzato non poco "Fist of the Seven Stars Act1", l'esordio della band del virtuoso tastierista siciliano, sfortunatamente dobbiamo constatare che questo come back non è all'altezza.

Ma andiamo con ordine; rispetto al debutto, il sound di questa seconda opera cambia non poco e si passa da un power/heavy metal piuttosto marcato a sonorità maggiormente hard rock e progressive che accompagnano questi nuovi brani. E già dall'apertura si intuisce che qualcosa è cambiato; “The search of water bird” è un mid tempo caratterizzato da tastiere in evidenza e buone melodie ma, per partire, avremmo preferito un brano più grintoso. Con numerosi ospiti ad interpretare i vari personaggi del concept, la tracklist prosegue, ma i ritmi sono sempre molto controllati e, ad ogni traccia che volge al termine, il pensiero è: “Dai, speriamo che con la prossima ci sia un po' più di carica”. E invece no, mai un'accelerazione, mai un po' di potenza, forse in parte, anche per colpa della produzione. Tanta epicità e buone melodie in brani come “Looking for your brother” e “I see again”, ma alla lunga il disco risulta un po' troppo soporifero, colpa anche di alcuni momenti che faticano ad accendersi come “King of fist” e “Cobra Clan”. Grande spazio viene lasciato alle parti di piano, synth e tastiera, com'è giusto che sia, che sono senza dubbio l'aspetto più riuscito del disco. Gabriels mostra tutta la sua tecnica, ma non solo; le sue keys suonano calde e trovano intense melodie e “Myth of Cassandra” potrebbe essere la rappresentanza perfetta di questo full lenght: ottimi solos di tastiera e chitarra che non bastano a sollevare del tutto un pezzo troppo monocorde nelle linee vocali, e neanche cantato troppo bene... Un altro dei momenti migliori del disco è l'epica ed intrigante “Legend Of Fear”, dalle sonorità progressive; nel complesso però, da questo “Fist of the Seven Stars Act 2 (Hokuto Brothers)” ci saremo aspettati sicuramente di più.

Tante luci ed ombre su questo ritorno in campo di Gabriels. E ascoltando e riascoltando questi brani, misurandone pregi e difetti, la piena sufficienza è quello che secondo noi merita questo lavoro, ma nulla di più.

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